Lunedi, 20 Novembre, 2017

Apple: spunta un nuovo brevetto per iPhone

Apple: spunta un nuovo brevetto per iPhone Apple: spunta un nuovo brevetto per iPhone
Evandro Fare | 11 Gennaio, 2017, 10:27

Era il 9 gennaio 2007, quando a San Francisco, Steve Jobs concludeva la presentazione dell'iPhone mostrando il primo modello e affermando: "Oggi abbiamo reinventato il telefono".

Non è che prima non esistessero telefonini smart: dopotutto erano gli anni in cui i BlackBerry ancora godevano della massima considerazione, e Windows Mobile cercava di dire la propria. Anche qui, ovviamente non si parla di un'esclusiva Apple, visto che Android è quello che detiene oggi la stragrande maggioranza del mercato, ma è certo che sia stato proprio l'App Store a dare l'impronta maggiore e la spinta più forte all'industria videoludica mobile.

"Di tanto in tanto" - aveva detto Steve Jobs al pubblico del MacWorld - "appare un prodotto rivoluzionario che cambia tutto". Dove verranno posizionate tutte queste caratteristiche se la lunetta superiore non esisterà più o se diventerà così minimale da essere quasi inesistente? Solo in seguito si ebbero i processori adatti per far girare le altre app.

"Oggi stiamo introducendo tre prodotti rivoluzionari in un unico dispositivo: un nuovo iPod con controllo touch, un telefono e un nuovo dispositivo per navigare in rete", diceva Jobs.

Quale tra queste è l'invenzione più significativa nella storia dell'umanità?

Gli sforzi intrapresi da Apple nel 2007 hanno permesso di conseguire gli obiettivi prefissati soprattutto grazie all'ultimo modello rilasciato, l'iPhone 7: un dispositivo dotato di un display, molto grande, che rende possibile lo streaming di musica e film attraverso le applicazioni sviluppate da iOS. Ha usato anche l'occasione per promettere miglioramenti di Apple in futuro. A dieci anni dal lancio, è stato venduto oltre un miliardo di iPhone, con il numero 6 (il penultimo) che è stato il più comprato di sempre (220 milioni di pezzi). "Il meglio deve ancora venire".

Ciò sembra confermato dal fatto che, per il 2016, Tim Cook e altri dirigenti hanno percepito compensi inferiori al 2015, calo causato dal mancato raggiungimento di certi obiettivi.

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