Sabato, 29 Aprile, 2017

Banche e debitori insolventi: fuori i nomi

Quartilla Lauricella | 11 Gennaio, 2017, 11:51

La proposta, avanzata ieri, 8 gennaio, dal presidente dell'Abi Antonio Patuelli, ha trovato una sponda inaspettata nel Governo.

La lista dei debitori insolventi è richiesta ormai da settimane da forze politiche e opinione pubblica, e la banca sembra adesso intenzionata a fornire l'informativa.

Per sottosegretario al ministero dell'Economia, Pier Paolo Baretta, si tratta di un "un bel segnale di moralizzazione che va raccolto e approfondito". E per farlo, penso al varo di una norma di legge sia per le banche risolute sia per quelle preventivamente salvate dallo Stato. Secondo il numero uno dell'Abi bisogna "far luce sui prestiti andati a male, perché sono noti coloro che amministravano queste banche, sono ignoti coloro che invece non hanno restituito i prestiti alle medesime banche".

Baretta, dal canto suo, esprime la necessità di analizzare la proposta, ma sottolinea anche che un intervento legislativo in tal senso costituirebbe un intervento diretto dello Stato su una situazione di mercato e questo potrebbe sollevare diversi dubbi.

L'idea, dunque, è di lavorare sulla possibilità di rendere noti anche i nomi dei manager che con la loro amministrazione hanno determinato il fallimento delle loro banche e di sanzionarli. "Mi pare eticamente giusto proporre che siano noti i nomi di chi ha contribuito a creare questa situazione".

Si parla, quindi, di prestiti superiori ai 250 mila euro che poi, nei piani industriali, vengono scaricati sui lavoratori in termini di riduzione degli esuberi e recupero costi.

Prima fra tutte Mps, su cui si vota oggi in Senato il ddl del M5S per la commissione parlamentare d'indagine - non di inchiesta: quella sul fallimento delle banche spetta alla magistratura - sul dissesto finanziario della banca.

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