Sabato, 25 Marzo, 2017

Cyberspionaggio: arresti a Roma, tra gli intercettati Renzi, Draghi e Monti

Due hacker italiani hanno violato 18mila account email Cyberspionaggio: arresti a Roma, tra gli intercettati Renzi, Draghi e Monti
Quartilla Lauricella | 11 Gennaio, 2017, 10:14

Ai due vengono contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche.

La polizia postale ha arrestato due persone accusate di aver spiato almeno dal 2012 politici, figure istituzionali e imprenditori italiani, e di aver monitorato anche le email dell'ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi. Catalogando tutto: un elenco di 18'327 username (il nome con cui un utente viene riconosciuto online) di cui 1'793 corredate da password e catalogate in 122 categorie denominate 'Nick' che indicano la tipologia di target (politica, affari, etc.) oppure le iniziali di nomi e cognomi. Per anni, grazie a questa attività, i responsabili di queste operazioni hanno ottenuto informazioni sensibili e notizie riservate, inviandoli a un centro di comando e controllo situato negli Stati Uniti. "Poi, con pazienza certosina, quanto raccolto veniva ordinato in singole cartelle che identificavano le vittime: ad esempio sotto la sigla Bros - fratelli - sono stati rinvenuti gli appartenenti a logge massoniche, mentre in una cartella chiamata Pobu (Politicians Business), erano catalogati gli osservati appartenenti al mondo politico". L´indagine ha permesso anche di ricostruire un complesso scenario fatto di societa' "a scatole cinesi" nazionali e straniere, usate come paravento per l´acquisizione, in via anonima, di servizi informatici all´estero. "Questa è una storia affascinante a cui manca un pezzo", ha spiegato l'esperto di sicurezza Andrea Zapparoli Manzoni, che ha sottolineato tra l'altro come i due arrestati siano comunque sconosciuti nel mondo degli hacker. A quanto pare, i loro computer sarebbero stati infettati dal malware denominato EyePyramid, che permetteta ai cyber spioni di rubare ogni informazione che in essi veniva conservata. L'accusa per i due fratelli molto noti nell'ambiente finanziario romano, è di aver intercettato illegalmente per diversi anni 20 mila persone, fra cui i vertici delle istituzioni dello Stato, per mezzo di un virus informatico. Ma anche di nomi altisonanti della finanza. Il 23 giugno 2016 e il 9 luglio il tentativo di intrusione ha riguardato invece la mail di Mario Draghi e sempre a giugno dell'anno scorso quelle dell'ex ministro dell'Economia e direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni.

Due hacker italiani hanno violato 18mila account email

Tra gli altri nomi emersi nell'indagine contro l'attività di cyberspionaggio vi sono quelli di Piero Fassino, Daniele Capezzone, Ignazio La Russa, Vincenzo Scotti, Alfonso Papa, Walter Ferrara, Paolo Bonaiuti, Michela Brambilla, Luca Sbardella, Fabrizio Cicchitto, Vincenzo Fortunato, Mario Canzio e il cardinale Gianfranco Ravasi. Si tratta dell'ingegnere nucleare Giulio Occhionero, 45 anni, e della sorella Francesca Maria, 49, laureata in chimica. I due, saranno interrogati nella giornata odierna nel carcere romano di Regina Coeli, davanti al Gip Maria Paola Tomaselli e al Pm Eugenio Albamonte, nel corso del quale dovranno rispondere a diversi interrogativi.

Altre Notizie