Martedì, 28 Marzo, 2017

Denti tornano sani con le staminali: farmaco anti-Alzheimer ripara i denti

Otturazioni addio farmaco anti Alzheimer sigilla i denti e li cura Addio al dentista con il farmaco anti-Alzheimer che cura anche i denti
Moreno Priola | 11 Gennaio, 2017, 04:36

E'stato scoperto infatti un innovativo metodo per stimolare il rinnovamento delle cellule staminali alla base della polpa dentale, grazie ad un farmaco usato per la cura dell'Alzheimer. La nuova frontiera, dopo i denti fabbricati in provetta.

La rivista Scientific Reports racconta l'esperimento condotto sui topi sotto la guida di Paul Sharpe, del King's College di Londra che da anni lavore per creare denti in laboratorio. I nostri denti sviluppano autonomamente un sottile strato di dentina - tessuto calcificato duro che costituisce la porzione maggiore dei denti - che aiuta a bloccare l'infiltrazione di materiale dall'esterno verso l'interno. Il nuovo approccio evita questi problemi e si basa su una molecola chiamata GSK-3 (glicogeno sintasi chinasi), che è usata per curare alcune malattie neurologiche, incluso l'Alzheimer, e che ha dimostrato di riuscire anche a stimolare le cellule staminali che formano la dentina. Il farmaco agirebbe mandando dei segnali alle cellule staminali.

Generalmente associati ad uno stato di malessere diffuso, gli effetti collaterali possono tuttavia possedere anche una connotazione di segno positivo, qualora un farmaco ideato per lenire la progressione del morbo di Alzheimer, ad esempio, riveli inaspettate virtù contro la carie e riesca quasi miracolosamente a riparare quei danni al tessuto dentale che conducono dritti in direzione del lettino del dentista e di una serie di esborsi non proprio leggerissimi.

Quando si vuole riparare la dentina distrutta dalla carie, vengono utilizzate delle paste inorganiche, che sono costituite da calcio o composti del silicio.

Però c'è un inconveniente: bisogna sostituire l'otturazione se il dente si riammala oppure se l'otturazione si deteriora e cade. La gemma dentale, punto di partenza per il dente biotech, era stata ottenuta grazie alla tecnica con cui nel 2007 gli stessi ricercatori avevano fabbricato una gemma dentale a partire da cellule staminali. Durante lo studio Gsk-3 è stata unita ai denti per mezzo di una sorta di spugne biodegradabili di collagene, che funge da 'colla'. In un tempo massimo di 2 mesi la spugna si degrada e viene sostituita da nuova dentina, ottenendo una riparazione naturale del dente. "La semplicità del nostro approccio - spiega Paul Sharpe del King's College di Londra - lo rende ideale come prodotto clinico per il trattamento naturale delle grandi carie, fornendo sia la protezione della polpa che il ripristino della dentina". Il gruppo aveva già creato denti in provetta nel 2013 a partire da cellule raccolte dai tessuti che rivestono le gengive e da cellule staminali adulte.

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