Martedì, 12 Dicembre, 2017

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Sgominata a Catania una banda di rapinatori 7 in carcere e tre ai domiciliari Sgominata a Catania una banda di rapinatori 7 in carcere e tre ai domiciliari Cronaca Catania Gen 10,2017 3 0 redatsr
Moreno Priola | 10 Gennaio, 2017, 23:45

Questa volta a cadere nella rete della Squadra Mobile, i componenti di una presunta banda di rapinatori, che senza farsi troppi scrupoli avrebbe rapinato anziani e malmenato gente indifesa.

In carcere su ordine del gip del Tribunale di Catania che ha accolto la richiesta della Dda etnea sono finiti Alesandro Bagli di 52 anni, pregiudicato, Danilo Di Mauro, pregiudicato di 25 anni, Giuseppe Nicolosi di 29 anni, Placido Privitera di 27 anni, Salvatore Sgroi di 41 anni, Rosario Spampinato, pregiudicato di 51 anni, Giuseppe Zappalà di 23 anni. Il provvedimento è stato emesso nei confronti di 11 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di reati contro il patrimonio, rapina, tentata rapina, furto e ricettazione.

Le indagini erano state avviate nel 2015 dopo una rapina aggravata commessa nel pomeriggio del 26 ottobre ai danni di una gioielleria di via Etnea.

Era Nicolosi, all'epoca agli arresti domiciliari, l'ideatore e promotore dei reati da portare a termine.

Sono diversi i colpi ricostruiti dagli investigatori della Squadra Mobile di Catania, guidati da Antonio Salvago, con l'inchiesta denominata 'Cowards' coordinata dal procuratore Carmelo Zuccaro e dal pm Alessandro Sorrentino.

In un caso, Zappalà, approfittando dei lavori edili effettuati in casa di due persone, aveva provveduto a duplicare le chiavi d'ingresso. Il gruppo criminale è ritenuto responsabile di una serie di rapine in gioiellerie, abitazioni e ville commesse con particolare efferatezza. L'analisi delle conversazioni registrate, sebbene in forma criptica, insieme all'ubicazione delle celle d'aggancio utilizzate dal telefono cellulare dello stesso Zappala', avrebbero consentito la precisa individuazione dell'abitazione delle vittime.

La seconda rapina, invece, è stata realizzata la sera del 20 aprile 2016 ai danni di una coppia di anziani coniugi, utilizzando l'escamotage di staccare l'energia elettrica dell'abitazione, nei pressi di Ognina - Picanello. Secondo la ricostruzione, i rapinatori, introdottisi all'interno dell'abitazione di due fratelli ubicata nel centro catanese, hanno colpito al volto una delle due vittime, che veniva anche immobilizzata con nastro isolante, mentre l'altra veniva costretta ad aprire la cassaforte dalla quale asportavano la 7mila euro e altri preziosi. La donna ha aperto la porta d'ingresso e i malviventi si sono introdotti all'interno, colpendo le vittime ripetutamente, procurando alla donna la rottura della protesi dentaria e all'uomo un trauma cranico. Al gruppo è anche contestato il furto aggravato ai danni di rappresentanti di preziosi commessi a Canicattì (bottino 100 mila euro) e il secondo a Catania quando furono arrestati Privitera e Spampinato e recuperata una refutiva da 50 mila euro. Arresti domiciliari per Ettore Roberto Virgata, 21 anni; Angelo Zinna, 24 anni e Graziella Rapisardi, 37 anni.

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