Venerdì, 18 Agosto, 2017

Messina: botte tra la ragazza ustionata e la madre

Messina: botte tra la ragazza ustionata e la madre Messina: botte tra la ragazza ustionata e la madre
Quartilla Lauricella | 11 Gennaio, 2017, 23:23

Elementi che sono stati allegati alla richiesta di convalida inviata al Gip e che verrà valutata domani mattina dal magistrato prima dell'interrogarorio. E oggi il gip ha deciso che Alessio Mantineo resterà in carcere. Lo scrive il Gip di Messina, Eugenio Fiorentino, nell'ordinanza emessa nei confronti di Alessio Mantineo, il 25enne fermato dalla polizia di Stato, su disposizione della Procura, con l'accusa di aver tentato di uccidere la sua ex ragazza, Ylenia Grazia Bonavera, 22 anni, gettandole addosso della benzina e appiccando il fuoco. "Diceva che aveva discussioni, ma non saprei dire se ci fosse il suo ragazzo all'altro capo del cellulare". Non ha invece convalidato il fermo dell'indagato, perché "non sussiste il pericolo di fuga". Per gli investigatori della Mobile e per la procura che coordina le indagini non ci sono dubbi che sia stato proprio il 25enne a bussare alla porta di casa dell'appartamento di Bordonaro dove fino a qualche mese fa vivevano insieme. Ad aggravare la posizione di Mantineo ci sono soprattutto le immagini di alcune telecamere. I due, secondo la ricostruzione dei magistrati, nella notte tra sabato e domenica, dopo essersi incontrati in discoteca avrebbero litigato.

Intanto la ragazza, ricoverata al Policlinico, continua a scagionare l'ex fidanzato. E anche la descrizione fisica dell'aggressore, alto e con molti capelli, antitetica rispetto a quella dell'indagato per il giudice "non trova riscontro nelle ulteriori attività d'indagine poste in essere". "Il mio assistito - ricostruisce l'avvocato Silvestro - ha riferito di volere bene alla ragazza e che mai avrebbe fatto un gesto del genere contro la giovane".

L'ex fidanzato le da fuoco con la benzina poi scappa. Potrebbe essere stato, scrive, "in ragione di un forte legame sentimentale" o per "il timore in lei suscitato" dall'indagato, o, anche, "per un substrato culturale che induce a ritenere privo di adeguata considerazione colui che denuncia". "Non sono stato io", ha ripetuto durante l'interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Messina, che è appena terminato.

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