Lunedi, 23 Ottobre, 2017

Trump fa paura, ecco perché le Case auto investono negli Usa

Sergio Marchionne Sergio Marchionne +CLICCA PER INGRANDIRE
Quartilla Lauricella | 12 Gennaio, 2017, 11:16

"Finalmente è successo. Fiat Chrysler ha appena annunciato di voler investire un miliardo di dollari in Michigan e Ohio, con un incremento di 2.000 posti di lavoro".

"Condividendo "l'entusiasmo" del presidente eletto per la costruzione di una forte base manifatturiera negli Usa", il manager italo-canadese ha spiegato che il nuovo investimento da un miliardo in Michigan e in Ohio non ha nulla a che vedere con l'offensiva lanciata da Trump contro le case che producono in Messico per poi vendere auto negli Usa. Il numero uno di Fiat Chrysler non ha certo lesinato indicazioni nel suo intervento di ieri al Salone di Detroit.

Per questo, attraverso un comunicato ufficiale rilasciato da FCA, viene confermato un piano di investimenti pari a 1 miliardi di dollari che porterà anche alla creazione di 2000 posti di lavoro entro il 2020 nel paese.

L'annuncio fa parte della seconda fase del piano di industrializzazione annunciato a gennaio 2016. "Queste mosse, che sono state oggetto di discussione con Dennis Williams e il resto della dirigenza dell'Uaw (principale sindacato di settore, ndr) - prosegue Marchionne - espandono la nostra capacità in questi segmenti chiave, e ci permettono di soddisfare la crescente richiesta negli Stati Uniti, ma ancora più importante, aumentano le esportazioni del segmento mid-size e dei veicoli di grandi dimensioni sui mercati internazionali". L'investimento sara' per la realizzazione di tre nuovi modelli Jeep negli Usa e per adeguare l'impianto di Warren per la produzione del pickup Ram, attualmente prodotto in Messico. In particolare 350 milioni sono stati stanziati per il Belvidere Assembly Plant (Illinois) per trasferirvi quest'anno la produzione del Jeep Cherokee da Toledo.

Gli investimenti di Fca Usa annunciati oggi, stando ad una fonte vicina al gruppo, non sarebbero conseguenti ai recenti attacchi da parte di Donald Trump a Ford, Gm e Toyota, finite nel mirino del presidente eletto poiché costruiscono macchine per il mercato degli Stati Uniti in Messico.

Con questi investimenti "si completa questa fase di trasformazione, che risponde al cambiamento di gusto dei consumatori su camion e Suv, mentre continuiamo a rafforzare gli Stati Uniti come il cuore della produzione globale per questo tipo di veicoli" ha commentato Sergio Marchionne. "L'espansione della linea Jeep continua a essere un pilastro della nostra strategia". Il top-manager ha infatti parlato di investimenti programmati già da tempo e non legati a pressioni di Trump ed escluso contatti di qualsiasi tipo negli ultimi mesi tra i vertici di Fca e il presidente eletto.

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