Martedì, 12 Dicembre, 2017

Hillary Clinton prende in giro Donald Trump sul Muslim ban

Evandro Fare | 10 Febbraio, 2017, 15:46

I due presidenti si sono anche invitati reciprocamente nei rispettivi Paesi rompendo un lungo gelo tra i due.

La Corte d'Appello federale di San Francisco ha negato il ripristino del bando anti migranti del presidente Donald Trump che vieta l'ingresso nel territorio degli Stati Uniti d'America a rifugiati e cittadini di sette Paesi di matrice islamica, Iran, Iraq, Siria, Sudan, Somalia, Libia e Yemen. "Non voglio nemmeno definirli tribunali prevenuti e non li definirò prevenuti, anche perché non abbiamo ancora una sentenza". "Ci vediamo alla Corte, è in gioco la sicurezza della nazione", ha twittato Donald Trump anticipando la sua prossima mossa. Trump ha criticato ripetutamente i giudici e il sistema giudiziario per il bando ai musulmani, sul quale l'amministrazione attende il pronunciamento della Corte d'Appello. "Piuttosto che fornire prove - e' stato l'affondo dei giudici - la posizione assunta dal governo e' stata quella di sostenere che noi non dobbiamo revisionare in alcun modo le sue decisioni".

Tutto dunque è rimandato alla Corte suprema dove i giochi sono aperti. I giudici non si sono invece espressi sull'accusa riguardante il fatto che l'ordine esecutivo emanato da Trump fosse fortemente discriminatorio nei confronti di gruppi etnici e religiosi. Abe e Trump si erano già incontrati il 17 novembre e il primo ministro nipponico sarebbe determinato a impressionare il Presidente statunitense, offrendo un'intesa concreta di ambia cooperazione economica. E, ha aggiunto, "può insegnare al presidente Trump una lezione sulla storia degli Usa e su come si suppone che funzioni la nostra democrazia". Più volte nei giorni scorsi Trump aveva dichiarato di esser pronto a combattere con tutti i mezzi legali a disposizione. La decisione dei tre giudici della Corte d'Appello (due di nomina democratica, uno di nomina repubblicana) è stata unanime. La Corte ha però fatto di più; ha sconfessato con forza la richiesta dell'attuale presidente di un'assoluta libertà e indipendenza in tema di sicurezza nazionale. Un eventuale pareggio 4 a 4 fra i pareri dei giudici lascerebbe in vigore la sentenza della Corte di Appello di San Francisco.

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