Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Eutanasia: morto in Svizzera il malato di Sla accompagnato da Mina Welby

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Moreno Priola | 14 Aprile, 2017, 09:05

Davide Trentini è morto oggi, giovedì 13 aprile 2017, alle ore 9:00.

Nelle risposte, oltre a dare informazioni sulla sospensione delle terapie in Italia, l'associazione che ieri ha accompagnato l'uomo malato di sclerosi multipla in Svizzera, fornisce informazioni, precisa l'associazione, sulle cliniche elvetiche solo a coloro che potrebbero avere i requisiti, fermo restando che saranno poi le cliniche stesse a decidere sulla base della legislazione del paese. Solo la cannabis terapeutica, fornita dalla regione Toscana, gli ha dato sollievo. Passava le giornate a letto o in sedia a rotelle, con uno stimolo costante di andare in bagno.

Il suo ultimo saluto in un video, sorridente: "Auguro a tutti tanta salute e tanta serenità". A fine 2016 ha preso la decisione di ricorrere al suicidio assistito, che lui definisce "una liberazione, un sogno, una vacanza".

A quasi un mese e mezzo dalla morte di Dj Fabo, il trentanovenne milanese spentosi a Zurigo, accompagnato da Marco Cappato, un altro italiano si è recato in Svizzera per poter porre fine ad un'esistenza divenuta insostenibile.

Agenpress. Mina Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni, ha iniziato la battaglia politica per la legalizzazione dell'eutanasia al fianco del marito Piergiorgio. Malato di sclerosi multipla dal '93, si è rivolto a me per l'eutanasia.

Sono sei in tutto le proposte di legge in materia che costituiscono il testo unificato attualmente al vaglio alla Camera. La legge sulle dat, le dichiarazioni anticipate di trattamento, regolamenterebbe, qualora fosse approvata, la possibilita' di lasciare per iscritto (il cosiddetto 'testamento biologico') le proprie volonta' da rispettare in caso di incoscienza, per evitare il tragico e doloroso dibattito che si infuoco' al capezzale di Eluana, per molti anni bloccata in un limbo di non-vita da trattamenti che lei non ha mai scelto e che era impossibilitata a rifiutare.

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