Martedì, 27 Giugno, 2017

Abusivismo, gli demoliscono la casa: muore

Si sente male mentre gli demoliscono casa muore 64enne a Salerno Immagine d'archivio
Evandro Fare | 19 Giugno, 2017, 21:35

Sabato mattina la macchina della legalità si è fermata davanti casa di Garofalo. I familiari di Garofalo e i medici del 118 hanno tentato invano di rianimare il paziente ma Salvatore non si è più ripreso. Viveva a Campolongo, una frazione di Eboli, con un sussidio statale dopo il trapianto del rene. Alla Marina di Campolongo si era trasferito 30 anni fa. Salvatore era originario di Poggiomarino ma aveva deciso negli anni Ottanta di costruirsi una casa a Eboli. Nonostante la richiesta di sospensione avanzata dal suo legale per salvaguardare "il diritto all'abitazione" del suo assistito, che altrimenti non avrebbe altro posto dove andare a vivere, viene autorizzata l'autodemolizione, ovvero sarà lo stesso titolare dell'abitazione (in questo caso la moglie di Garofalo) a occuparsi dell'abbattimento. "In quella casa l'uomo viveva con la moglie e tre nipotini, non era uno speculatore o un camorrista" ha incalzato il senatore di Ala Ciro Falanga. L'uomo aveva accolto nella casa in litoranea i tre piccoli minorenni. Il bracco di ferro con lo Stato andava avanti dal 1998.

Osteggiato dagli ambientalisti - i Verdi in primis hanno protestato sostenendo che questa legge andrebbe a legalizzare l'abusivismo -, il ddl Falanga aveva messo d'accordo tutte le altre parti politiche. "Vedere anni di sacrifici distrutti da una burocrazia ottusa e formale gli ha provocato un dolore immenso".

Secondo l'avvocato della famiglia, Damiano Cardiello, "sarebbe bastato il buon senso e la situazione non sarebbe finita così". L'avvocato Cardiello dichiara di aver presentato anche un ricorso alla Corte di Appello di Salerno. Si proverà a sanare le case che rientrano nell'"abusivismo di necessità" ma l'operazione non sarà priva di ostacoli.

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