Sabato, 19 Agosto, 2017

Barnier, al via negoziati sulla Brexit

Londra il Big Ben Londra il Big Ben
Evandro Fare | 20 Giugno, 2017, 00:21

Dall'ottica della politica britannica, è possibile che l'affiliazione all'AEE diventi il punto di riferimento in grado di influenzare i negoziati per la Brexit dei prossimi mesi.

Dalle elezioni anticipate di giovedì 8 giugno non poteva uscire un quadro più caotico di questo. May deve sostenere anche l'opposizione dei suoi compagni di partito, che le chiedono le dimissioni. Le uniche certezze, al momento, sono i primi verdetti - attesi per giovedì 22 e venerdì 23 giugno -, quando saranno rivelate le nuove ubicazioni delle sedi dell'Autorità bancaria europea e dell'Agenzia europea dei medicinali, entrambe stazionate a Londra e che, nel prossimo futuro dovranno cambiare la loro sede.

Ma non si tratterà, come si prevedeva all'inizio, di una hard Brexit. Per rattoppare l'immagine di leader forte di Theresa May, come premier in grado di tenere testa alla Ue avviando rapidamente il negoziato, nelle ultime ore ha messo il freno alla richiesta di procedere con discussioni parallele sulle condizioni di divorzio e sulle future relazioni Regno Unito-Ue. Se il Regno Unito vorrà rimanere nel mercato unico, è ovvio, non potrà pretendere di imporre la linea dura sul fronte dell'immigrazione, quella tanto sbandierata dai conservatori durante la campagna elettorale pro-Brexit.

E' alle 11 ora di italiana che le trattative sulla Brexit inizieranno ufficialmente. In altre parole, il governo britannico di Theresa May vorrebbe strappare a Bruxelles il potere di decidere sui flussi migratori dalla UE. L'articolo 50 del Trattato di Lisbona definisce la procedura per il recesso volontario e unilaterale di un Paese dall'Unione europea, un fatto mai avvenuto nella storia dell'Ue. Certo è che l'eventuale conversione ad una soft Brexit aiuterebbe i negoziati: se Londra restasse nel mercato unico e nell'Unione doganale l'accordo sarebbe molto più semplice. "Ma allo stesso tempo la probabilità che un'intesa non venga raggiunta è aumentata". Questi e molti altri saranno temi che verranno affrontati in questi due anni. Altrimenti, senza rinvio e senza accordo, l'uscita del Regno Unito dall'UE avverrebbe nel peggiore dei modi, nel caos assoluto e senza un Governo forte in grado di affrontare la tempesta. Non un ritorno al passato, ma comunque un controllo.

Sull'avvio dei negoziati si è espresso anche il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani: "L'obiettivo primario è la tutela di tre milioni di cittadini europei che vivono nel Regno Unito, di cui 500 mila italiani".

Per questo la Brexit è un evento epocale e rivoluzionario, ma anche potenzialmente pericoloso, qualcosa da non sottovalutare.

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