Lunedi, 20 Novembre, 2017

Camorra e criminalità romana, 280 milioni di beni sequestrati e 23 arresti

Blitz antimafia in quattro regioni 23 arresti sequestrati beni per 280 milioni   
                       
                
         Oggi alle 07:3 Blitz antimafia in quattro regioni 23 arresti sequestrati beni per 280 milioni Oggi alle 07:3
Sosteneo Paonessa | 27 Giugno, 2017, 11:20

Non è sfuggito ai carabinieri nemmeno il "tesoretto" che la mala in affari a Roma nascondeva in locali e appartamenti nella sua disponibilità: la scorsa notte, dopo i 23 arresti e i beni per 280 milioni di euro sequestrati a gruppi criminali di Monterotondo legati agli scissionisti della Camorra messi a segno venerdì, sono spuntati fuori la bellezza di 1.650.000 euro in contanti - denaro completamente estraneo alla contabilità ordinaria degli esercizi commerciali riconducibili alle bande criminali - e intere collezioni di gioielli e di orologi di altissimo pregio, per un valore complessivo stimato di 1.400.000 euro.

Blitz dell'antimafia: nelle province di Roma, Napoli, Milano e Pescara i carabinieri hanno arrestato 23 persone sospettate di far parte di due associazioni a delinquere di stampo mafioso.

La maxi-operazione scaturisce da un'indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Roma, denominata "Babylonia", riguardante due sodalizi criminali in vertiginosa crescita sul territorio capitolino, con base a Roma e Monterotondo. All'operazione hanno partecipato anche i finanzieri del Nucleo polizia tributaria di Roma. La figura "imprenditoriale" di Gaetano Vitagliano, detto "Nino", emerge a partire dal 2011, in concomitanza della sua liberazione dal carcere romano di Rebibbia, dove era detenuto per traffico internazionale di stupefacenti tra l'Olanda e l'Italia. Da quel momento, lui ha saputo costruire un impero creando attorno a sé un'articolata organizzazione criminale dedita al riciclaggio e al consequenziale reimpiego dei proventi illeciti. L'accusa è di estorsione, usura, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, e il fraudolento trasferimento di beni o valori. Durante le indagini al gruppo è stato sequestrato un vero e proprio arsenale costituito da armi e munizioni, anche da guerra. Oltre ai destinatari della misura cautelare, risultano indagati a piede libero altri 26 soggetti, tra i quali un notaio, tre commercialisti e altri dipendenti infedeli di banca. Il tutto per un sequestro record di beni valutabile in circa 280 milioni di euro.

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