Venerdì, 15 Dicembre, 2017

Corte di Giustizia Ue: il latte di soia non è latte

Corte Ue No a denominazione Corte Ue: “Per le bevande di soia e riso non si usi la parola latte”
Moreno Priola | 19 Giugno, 2017, 15:37

"Un discorso che - conclude la nota di Coldiretti - si estende anche ai derivati come burro, yogurt, formaggi e panna che non possono essere ottenuti con prodotti vegetali". Le eccezioni sono tutte incluse in un elenco previsto dal regolamento CE 1234/2007, in un allegato compilato compilato in base a liste comunicate dagli Stati membri.

Al centro della causa era la società tedesca TofuTown, che produce appunto alimenti vegetariani e vegani.

L'azienda promuove e distribuisce, in particolare, prodotti puramente vegetali con le denominazioni "Soyatoo burro di tofu", "formaggio vegetale", "Veggie-Cheese", "Cream", e con altre denominazioni simili. Il Verband Sozialer Wettbewerbha ritenuto che questo tipo di promozione violi la normativa dell'Unione sulle denominazioni per il latte ed i prodotti lattiero-caseari e ha quindi avviato un'azione inibitoria nei confronti della TofuTown. A suo parere, infatti, il modo in cui i consumatori percepiscono tali denominazioni avrebbe subìto un notevole cambiamento negli ultimi anni. Inoltre, non utilizza diciture come 'burro' o 'cream' (panna) in modo isolato, ma sempre associate a termini che rimandano all'origine vegetale dei prodotti in questione, come ad esempio 'burro di Tofu' o 'rice spray cream', cioè panna di riso spray.

Leggendo questa sorprendente buona notizia mi figuro un'estate in cui la Corte europea intervenga ogni due per tre a stabilire che non si può usare il termine "laico" per parlare di chi è ateo, né il termine "previsioni" per le fandonie dell'oroscopo, né "premier" per il presidente del consiglio, né "matrimonio" per le unioni civili, e così via raddrizzando tutto il disorientamento collettivo del novissimo italiano accordato a orecchio. Alimenti che sono denominati in maniera scorretta perché non contengono caratteristiche nutrizionali proprie del latte o dei formaggi di origine animale.

Il pronunciamento della Corte europea è stato chiaro: le denominazioni lattiero-casearie "non possono essere legittimamente impiegate per designare un prodotto puramente vegetale". L'aggiunta di indicazioni descrittive non è sufficiente: l'importante è che, da oggi, vi sia totale chiarezza sull'origine vegetale e non animale del prodotto. La Corte aggiunge inoltre che questa interpretazione della normativa di cui trattasi non confligge ne' con il principio di proporzionalita' ne' con il principio di parita' di trattamento. C'è anche un'altra precisazione, perché la Corte sostiene che "la TofuTown non può invocare una disparità di trattamento affermando che i produttori di alimenti vegetariani o vegani sostitutivi della carne o del pesce non sarebbero soggetti a restrizioni paragonabili a quelle alle quali sono soggetti i produttori di alimenti vegetariani o vegani sostitutivi del latte o dei prodotti lattiero-caseari". Si tratta, rilevano i giudici, di prodotti dissimili, soggetti a norme diverse. Un discorso che si estende anche ai derivati come burro, yogurt, formaggi e panna che non possono essere ottenuti con prodotti vegetali.

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