Venerdì, 22 Settembre, 2017

Ilva, sciopero di quattro ore a Taranto contro gli esuberi

Ilva, sciopero di quattro ore a Taranto contro gli esuberi Ilva, sciopero di quattro ore a Taranto contro gli esuberi
Quartilla Lauricella | 01 Giugno, 2017, 13:52

Oggi l'organico delle società Ilva oggetto del trasferimento è composto da 14.220 lavoratori ad oggi effettivi di cui circa 2400 in cassa integrazione. E scenderebbe ulteriormente a 8.400 nel 2023.

R. - Io mi sono pronunciato sempre a favore della difesa della salute delle persone e della difesa della dignità delle persone attraverso il lavoro.

In ogni caso, sottolineano le fonti del Mise, "tutti i lavoratori che non verranno assunti dall'acquirente rimarranno in capo all'amministrazione straordinaria per tutta la durata del programma e potranno essere impiegati nelle attività di decontaminazione che saranno eseguite dalla procedura". "Tale limite costituisce una prescrizione del ministero dell'Ambiente per garantire il rispetto degli standard emissivi". "Il dato sugli esuberi è temporaneo ed è legato alla produzione a carbone discendente dall'indicazione del ministero dell'Ambiente nel piano ambientale, che blocca a 6 milioni le tonnellate della produzione contro la legge che ne prevede 8", conferma una fonte vicina a Jindal, parte della cordata perdente.

"Lo stabilimento siderurgico svenduto al colosso industriale ArcelorMittal-Mercegaglia", prosegue Borraccino, "con una manovra poco chiara, priva di un piano ambientale, che possa rassicurare dal punto di vista sanitario i lavoratori e i cittadini". Nonostante la rabbia sia tanta non è stato semplice riuscire a trovare qualche operaio che si rendesse disponibile a rilasciare dichiarazioni, complice anche un attento servizio di vigilanza che controllava la situazione. "Tale accordo è condizione sospensiva per il trasferimento all'acquirente dell'azienda". Anche i lavoratori dell'indotto Ilva, già provati da pesanti riduzioni di unità negli ultimi anni, partecipano allo sciopero "considerata l'annunciata cessione dello stabilimento Ilva di Taranto che ha come ineluttabile epilogo il licenziamento di migliaia di lavoratori", spiegano. Fim, Fiom, Uilm e Usb "respingono con forza i numeri degli esuberi presentati da entrambe le cordate nei loro piani che risultano così non negoziabili".

Si ribadisce poi "la necessità di costruire una piattaforma rivendicativa che preveda il coinvolgimento della città". E' chiaro che in varie circostanze ho manifestato la mia simpatia per chi vuole ambientalizzare decarbonizzando l'Ilva, però non entro nelle questioni tecniche, la simpatia nell'interrompere il ciclo completo del carbone c'è se questo è fattibile.

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