Sabato, 24 Giugno, 2017

Incendio Londra, confermata la morte dei due giovani italiani

Cartelli di protesta Cartelli di protesta
Evandro Fare | 19 Giugno, 2017, 04:10

Il 'nesso morale' per queste morti va identificato in un'Europa con una leadership protesa unicamente al profitto e in un'Italia che non ha saputo fare altro per i giovani che promuovere i voucher per lavori occasionali, invece di mettere in campo riforme strutturali per il mondo del lavoro. La stima dei morti sale ad almeno 70 e il conteggio non è definitivo. Dieci di loro, spiega il Servizio sanitario, sono in gravi condizioni. Allo strazio si aggiunge la drammatica consapevolezza che a tanti dei corpi rimasti carbonizzati nell'inferno della Grenfell Tower non si potrà mai dare un nome. "Londra sembrava la 'terra promessa'".

A comunicarla l'avvocato della famiglia Trevisan, Maria Cristina Sandrin, contattato dalla Farnesina. "E' uno dei classici cervelli in fuga".

Cundy ha poi confermato che comunque il bilancio dei morti è destinato ad aggravarsi e che fra le rovine del grattacielo di North Kensington ci sono solo resti umani da identificare. Intorno alle 3 le televisioni avevano iniziato a trasmettere le immagini in diretta. "Ora voglio le spoglie di mio figlio, per il suo funerale". "Grazie per quello che avete fatto per me".

Vanessa Perin conosceva Gloria da quando era piccola e, dopo aver ascoltato il messaggio, si è subito allarmata.

La regina Elisabetta II ha osservato un minuto di silenzio per le vittime del rogo nella Grenfell Tower prima dell'inizio della sfilata "Trooping the Color", che come ogni anno celebra il "compleanno ufficiale" della sovrana. "Conserverò per sempre il ricordo delle ultime parole che ci ha dedicato", ha dichiarato il genitore. Secondo i media locali l'incendio si è propagato rapidamente perché il rivestimento della torre conteneva poilietileno.

La premier britannica, Theresa May, non ha incontrato, se non frettolosamente dopo due giorni, i familiari delle vittime e per questo è stata duramente contestata al grido di "Codarda, vergognati!". Secondo il London Evening Standard, la newsletter era stata pubblicata anche sul sito del Kensington e del Chelsea Council nel 2014, in cui si ribadiva "l'adesione alla politica dello "Stay put" in quanto il palazzo era stato costruito sulla base di rigorosi standard di sicurezza antincendio".

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