Martedì, 22 Agosto, 2017

Palazzina esplosa a Milano, ergastolo a Pellicanò

Il memoriale di Infante condannato all'ergastolo ma sono innocente Il ritrovamento del corpo di Giorgio Gobbi
Sosteneo Paonessa | 20 Giugno, 2017, 00:19

Lo ha deciso il gup Chiara Valori nel processo abbreviato.

Esclusa l'aggravante dei futili motivi, il gup non ha riconosciuto la seminfermità dell'uomo, stabilita in sede di incidente probatorio. Le due figlie di Pellicano' rimasero ferite nell'esplosione del 12 giugno 2016. Pellicanò, presente in aula, è scoppiato in lacrime durante la lettura.

"I nostri ragazzi, vittime indirette di un conflitto maturato in un circuito domestico di cui erano totalmente estranei, sono innocenti in senso assoluto", avevano scritto i genitori di Riccardo e Chiara in una lettera ai giudici, scritta "in quanto coinvolti in una vicenda assurda e sanguinosa, che ci lascia distrutti e sgomenti". Le motivazioni saranno noto solo tra 60 giorni, quando verranno depositate le motivazioni.

Secondo l'accusa, il pubblicitario, che si trova in carcere da quasi un anno e che dopo l'arresto aveva confessato, invece, "non era infermo di mente" e dal giorno dell'esplosione anzi "ha continuato a dire tante bugie per rimanere impunito". Una perizia psichiatrica, disposta dal gip, aveva messo in luce un vizio parziale di mente dell'imputato dovuto alla sua depressione: la "strage", scrissero i periti, era diventata la "soluzione", "l'unica via d'uscita per la sua disperazione".

Il giudice ha poi dichiarato decaduta la responsabilità genitoriale di Pellicanó delle due figlie piccole, rimaste gravemente ustionate.

MILANO. Per aver provocato un'esplosione nel suo appartamento di via Brioschi a Milano, uccidendo tre persone, tra cui la sua ex compagna, Giuseppe Pellicanò è stato condannato all'ergastolo. Alle due figlie minori di Pellicanò e Masella vanno 400mila euro ciascuna, 350mila euro invece per ciascuno dei genitori delle vittime.

"L'ergastolo è una brutta cosa - ha detto Franco Rossi Galante, legale della famiglia Masella - ma la strage è il reato più grave del nostro ordinamento e il giudice ha stabilito la pena massima prevista".

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