Mercoledì, 18 Ottobre, 2017

Riina, Bindi: "Condizioni di cura superiori a quelle dei domiciliari"

Riina: Commissione Antimafia ieri in ospedale Parma. Bindi oggi riferirà sull'esito La Commissione Antimafia in ospedale a Parma per Riina, Bindi riferirà in commissione
Evandro Fare | 19 Giugno, 2017, 07:50

L'ultima a intervenire nel dibattito sull'ipotesi scarcerazione per il "capo dei capi" è la presidente dell'Antimafia, Rosy Bindi, che si è recata per un sopralluogo presso l'Ospedale Maggiore di Parma, dove il capomafia è ricoverato in regime di 41 bis. "Ha continuato a partecipare alle numerose udienze che lo riguardano dimostrando di conservare lucidità fisica e in qualche modo anche fisica", ha detto Bindi. "Sono andata senza avvertire le strutture interessate e ho chiesto ai vicepresidenti della Commissione Fava e Gaetti di accompagnarmi". Si trova in condizioni non dignitose?

"Nella struttura ospedaliera si è constatato che il detenuto, con il quale non si è dialogato, era vigile, in sedia a rotelle, in stanza ampia e pulita", inoltre Riina "si alimenta correttamente" e le sue patologie "non manifestano condizioni acute", ha aggiunto la presidente dell'Antimafia, sottolineando che il boss "è costantemente accudito, più volte al giorno dagli infermieri, interloquisce normalmente con il personale, svolge colloqui con i familiari, scrive lettere e legge quelle che riceve, e solo in rare occasioni ha rinunciato alle udienze".

"Si è notato che, nonostante le ristrette dimensioni della cella assegnatagli, del resto corrispondenti a quelle inserite nelle sezioni dedicate al regime dell'art".

"Riina ha da sempre goduto della massima attenzione medica e assistenziale e, anzi, la struttura carceraria ha cercato di adeguarsi progressivamente al mutare delle esigenze del recluso", ha continuato Bindi, per la quale "l'attuale situazione è certamente mutata in meglio rispetto allo stato dei fatti apprezzato dalla Suprema Corte e risalente al maggio 2016". I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. L'esito del sopralluogo è stato illustrato nella seduta odierna della commissione Antimafia.

"Tutto ciò richiederà un maggiore numero di personale specializzato penitenziario con aumento dei rischi - afferma la presidente della commissione Antimafia -".

Il parere della politica intorno alla necessità di prevedere cambiamenti nel regime detentivo è negativa: "Viste le condizioni fisiche di Riina, sì imprevedibili ma al momento stabili, si potrebbe anche ipotizzare in futuro un rientro in carcere, dove comunque le condizioni sarebbero adeguate, identiche se non superiori a quelle di cui potrebbe godere in un regime di domiciliari". Occorre dunque adottare tempestivamente soluzioni di ricovero e cura ottimali, per quanto possibile intramurarie dentro il sistema carcerario, in grado di soddisfare i diritti del singolo ma anche la tutela della collettività.

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