Giovedi, 19 Ottobre, 2017

Riina: Bindi, curato meglio che a casa

Riina: Commissione Antimafia ieri in ospedale Parma. Bindi oggi riferirà sull'esito La Commissione Antimafia in ospedale a Parma per Riina, Bindi riferirà in commissione
Sosteneo Paonessa | 13 Giugno, 2017, 16:14

Lo ha detto Rosy Bindi, in una comunicazione a seguito della sua visita all'ospedale di Parma, dove il boss mafioso è ospitato.

Viste le condizioni fisiche di Riina, sì imprevedibili ma al momento stabili, si potrebbe - secondo la Bindi - anche ipotizzare in futuro un rientro in carcere, dove comunque le condizioni sarebbero adeguate, identiche se non superiori a quelle di cui potrebbe godere in un regime di domiciliari.

Lo stato di degenza di Totò Riina "gli consente lo svolgimento di una vita dignitosa, e di una morte, quando essa avverrà, altrettanto dignitosa" ha sottolineato Bindi. E dunque un trattamento conforme alle prescrizioni di legge, "a meno che non si voglia postulare un diritto a morire fuori dal carcere". La presidente dell'Antimafia spiega che il boss corleonese "ha continuato a partecipare alle numerose udienze che lo riguardano dimostrando di conservare lucidità fisica e in qualche modo anche fisica". "E' stato e rimane il capo di Cosa Nostra - ha aggiunto Bindi - ma perche' tale rimane per le regole mafiose".

Il sopralluogo di ieri all'Ospedale Maggiore di Parma - a quanto si è appreso - è stato compiuto dalla presidente dell'Antimafia Rosy Bindi e dai vicepresidenti della Commissione, Claudio Fava e Luigi Gaetti.

E tutto ciò in presenza di una situazione nella quale il capo mafia "continua a mantenere un alto stato di pericolosità e una piena condizione di manifestare le sue volontà", un uomo che non ha, peraltro, "mai dato segni di ravvedimento". Si è potuto constatare che il detenuto, con il quale si è preferito non interloquire, è in sedia in rotelle in buon ordine con sguardo vigile: "Riina si alimenta autonomamente è sotto osservazione medica e costantemente assistito da equipe infermieri".

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