Domenica, 18 Novembre, 2018

Riina, Bindi: "Garantita dignità in ospedale"

Sosteneo Paonessa | 16 Giugno, 2017, 14:26

Ieri, senza alcun preavviso, dopo il clamore suscitato dalla pronunzia della Cassazione che nei giorni scorsi aveva chiesto al tribunale di sorveglianza di Bologna di motivare nuovamente il diniego al differimento dell'esecuzione della pena chiesto, per motivi di salute, dal legale del capomafia, la presidente dell'Antimafia, con i vicepresidenti Luigi Gaetti (M5S) e Claudio Fava (Articolo 1) è andata all'Ospedale Maggiore di Parma, dove è ricoverato Riina, e poi presso la casa di reclusione di Parma.

Rosy Bindi, nella sua relazione non ha dubbi: la condizione di Riina per quanto attiene alle cure, è "identica a quella di cui potrebbe godere in libertà o ai domiciliari". "Riina, ha detto Bindi, è e rimane il capo di Cosa nostra non perché lo Stato ha vinto, come qualcuno ha provocatoriamente detto, ma perché egli per le regole di Cosa nostra resta il capo". "Ieri mi sono recata, senza preavvertire all'ospedale della citta' emiliana e presso la sezione del 41 bis della casa circondariale", ha detto la Bindi. Si trova in condizioni non dignitose?

Roma, 13 giu. "Riina conserva immutata sua pericolosita' concreta e attuale" mostrando di essere "interessato alle vicende processuali" che lo riguardano.

Dura ma ferma anche la replica di Rita Dalla Chiesa che per mano di Riina ha perso il padre e la compagna di quest'ultimo trucidati a colpi di mitra nel 1982. Si è potuto constatare che il detenuto, con il quale si è preferito non interloquire, è in sedia in rotelle in buon ordine con sguardo vigile: "Riina si alimenta autonomamente è sotto osservazione medica e costantemente assistito da equipe infermieri". "41-bis op, vi era già comunque la presenza di un letto di degenza, seppure con sistema manuale di vecchia tipologia che, come spiegato dal direttore del carcere, venne fornito al detenuto sin dal momento in cui ne fu imposta la prescrizione, da oltre un anno". L'esito del sopralluogo è stato illustrato nella seduta odierna della commissione Antimafia.

"Per il Riina si è stati in grado di assicurare ogni suo diritto nel regime intramurario", va espressa invece "preoccupazione per quanto potrebbe accadere a breve rispetto alla gestione di altri detenuti sottoposti al regime del 41- bis bisognosi di trattamento similare".

"Tutto ciò richiederà un maggiore numero di personale specializzato penitenziario con aumento dei rischi - afferma la presidente della commissione Antimafia -".

Continua ad affermare che in carcere ha a disposizione diverse strutture sanitarie che possono garantirgli le cure adeguate per la sua malattia. "O c'è una allargamento del carcere a strutture sociosanitarie o dentro il carcere bisogna organizzarsi per assistere le non autosufficienze come quelle che si stanno verificando".

Altre Notizie