Venerdì, 15 Dicembre, 2017

"Riina gode della massima assistenza sanitaria" (Bindi, Antimafia)

Riina: Commissione Antimafia ieri in ospedale Parma. Bindi oggi riferirà sull'esito La Commissione Antimafia in ospedale a Parma per Riina, Bindi riferirà in commissione
Sosteneo Paonessa | 19 Giugno, 2017, 04:33

La delegazione della Commissione Antimafia si è recata anche presso la casa di reclusione di Parma, dove ha proceduto alla visita della cella in cui Riina è stato collocato fino al gennaio 2016 e dove potrebbe rientrare nel caso in cui il suo stato di salute dovesse consentirlo. Di più: "È in una condizione di assistenza continua identica se non superiore a quella di cui potrebbe godere in status libertatis o ai domiciliari" e in cui gli è "ampiamente assicurato il diritto a una vita dignitosa e, dunque, a morire, quando ciò avverrà, altrettanto dignitosamente". Il presidente della Commissione antimafia Rosy Bindi ha chiuso il dibattito, per la verità più mediatico che effettivo, sulla sentenza della Cassazione che aveva annullato la decisione dei giudici di Bologna che negava la sospensione della pena o almeno i domiciliari al boss mafioso per permettere di affrontare in modo dignitoso il fine vita. "A meno che non si voglia postulare l'esistenza di un diritto a morire fuori dal carcere non riconosciuto dalle norme".

La Bindi continua a ribadire che Riina è il capo di Cosa Nostra e quindi: "Riina è stato e rimane il capo di Cosa Nostra, non perché lo Stato non abbia vinto, ma perché le regole mafiose non sono modificabili da quelle statali". "Sono andata senza avvertire le strutture interessate e ho chiesto ai vicepresidenti della Commissione Fava e Gaetti di accompagnarmi". È perfettamente in grado di intendere e volere, non ha mai esternato segni di ravvedimento.

"Si è notato che, nonostante le ristrette dimensioni della cella assegnatagli, del resto corrispondenti a quelle inserite nelle sezioni dedicate al regime dell'art". I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Il boss "ha da sempre goduto della massima attenzione medica e assistenziale e, anzi, la struttura carceraria ha cercato di adeguarsi progressivamente al mutare delle esigenze del recluso". "La dignità della persona va garantita in carcere e, per quanto riguarda la situazione di Riina, come Commissione Antimafia riteniamo che sia garantita da strutture sanitarie d'eccellenza che sono nel carcere in cui è detenuto. Si alimenta autonomamente, è sotto osservazione medica e costantemente assistito da una equipe di infermieri".

"Tutto ciò richiederà un maggiore numero di personale specializzato penitenziario con aumento dei rischi - sostiene la Bindi -".

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