Venerdì, 18 Agosto, 2017

Siria, coalizione Usa abbatte aereo di Damasco vicino a Raqqa

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Evandro Fare | 19 Giugno, 2017, 18:49

Tutti gli aerei della coalizione internazionale che voleranno in Siria, ad ovest dell'Eufrate, da oggi sono considerati potenziali bersagli dell'aviazione russa. "La cooperazione con la parte americana nel corso dell'operazione in Siria è terminata", ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca.

Mosca, 19 giu - Il Ministero della Difesa Russo ha fatto sapere in una nota che a seguito dell'abbattimento di un Sukhoi Su-22 "Fitter" siriano operante contro i ribelli avvenuto nella giornata di ieri, chiuderà il canale di comunicazione con gli Stati Uniti che era stato stabilito per prevenire incidenti nei cieli della Siria e considererà qualsiasi velivolo in volo ad ovest dell'Eufrate come un possibile bersaglio da parte dei sistemi di difesa missilistici installati nella base aerea di Khmeimim e dalle Forze Aeree Russe che operano dalla stessa base.

Da Pechino, dove si trova per il vertice dei ministri degli Esteri del Brics, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha esortato "tutti a evitare azioni unilaterali, a rispettare la sovranità della Siria e ad unirsi al nostro lavoro congiunto di concerto con il governo siriano", garantendo quindi "la coordinazione" tra tutti gli attori sul campo.

Abbattimento jet siriano Domenica il caccia americano F18 Super Hornet ha abbattuto un aereo dell'aviazione siriana. Le dichiarazioni arrivano il giorno dopo che la coalizione internazionale a guida degli Stati Uniti ha abbattuto un aereo siriano vicino alla città di Raqqa. Finora gli americani hanno cercato di non arrivare a uno scontro armato con il regime del presidente siriano Bashar al Assad, e hanno preferito concentrarsi solamente sulla guerra contro lo Stato Islamico. L'episodio è stato definito dalla Russia "una violazione cinica della sovranità della Repubblica araba siriana" e da Damasco una "flagrante aggressione sulla lotta al terrorismo che mostra la reale posizione degli Usa in sostegno al terrorismo". Lo riferisce l'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus).

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