Mercoledì, 18 Ottobre, 2017

Siria: Mosca, abbattimento jet escalation pericolosa

Siria: Damasco,'Usa sponsor terrorismo' Jet siriano abbattuto, Damasco 'Usa sponsor terrorismo'
Evandro Fare | 19 Giugno, 2017, 21:15

Agenpress - In seguito all'abbattimento di un jet siriano Su-22 da parte delle forze Usa, il ministero della Difesa russo ha comunicato che da oggi "termina la cooperazione con la parte americana nel quadro del memorandum per la prevenzione degli incidenti e per la garanzia della sicurezza dei voli nel corso dell'operazione in Siria".

Il Cremlino, inoltre, sollecita anche il comando americano a condurre una inchiesta approfondita su quanto accaduto domenica e a comunicarne l'esito così come le misure che intende adottare.

La Russia "esorta" gli Stati Uniti a "rispettare la sovranità e l'integrità territoriale della Siria" e chiede a "tutti" di evitare "azioni unilaterali", afferma il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov da Pechino dove è in corso un incontro dei capi delle diplomazie del Brics.

Il ministero della Difesa russo poi passa alle minacce: "Qualunque oggetto aereo, inclusi i jet e i droni della coalizione internazionale, identificato a ovest dell'Eufrate sarà seguito dai mezzi antiaerei russi, sia terrestri sia aerei, come bersaglio aereo nelle aree in cui l'aviazione russa è in missione di combattimento nei cieli siriani". Per questo motivo Mosca ha deciso unilateralmente di cessare ogni forma di comunicazione con la Coalizione a guida Usa e di considerare ogni velivolo in volo sulla Siria come ostile, pertanto passibile di intercettazione da parte dei sistemi di difesa anti aerea e da parte dei caccia russi. L'episodio è stato definito dalla Russia "una violazione cinica della sovranità della Repubblica araba siriana" e da Damasco una "flagrante aggressione sulla lotta al terrorismo che mostra la reale posizione degli Usa in sostegno al terrorismo".

Gli Stati Uniti hanno abbattuto un aereo siriano che bombardava i combattenti della coalizione vicino Raqqa. Le forze di Damasco, anch'esse impegnate contro l'Isis, hanno compiuto una rapida avanzata nelle ultime settimane, arrivando ad una decina di chilometri a sud della base militare di Tabqa, controllata dai curdi.

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