Sabato, 19 Agosto, 2017

Usa abbattono jet siriano. Damasco insorge: "Così aiutano il terrorismo"

Siria: Damasco,'Usa sponsor terrorismo' Jet siriano abbattuto, Damasco 'Usa sponsor terrorismo'
Evandro Fare | 19 Giugno, 2017, 21:33

Ovviamente tali previsioni erano del tutto infondate, tuttavia resta comunque il fatto che quegli eventi hanno portato ad un globale cambiamento di rotta dei modi in cui i carri da battaglia dovevano essere progettati, costruiti - in particolare la capacità di sopravvivenza sul campo di battaglia - ed impiegati, nonché una rinnovata attenzione sulla fondamentale cooperazione tra carri e squadre di fanteria, sia appiedate che a bordo dei veicoli da combattimento (IFV). L'abbattimento del SU-22 di Assad è avvenuto domenica sopra Raqqa, la roccaforte di Daesh in Siria, da parte di un F18 Hormet della coalizione anti-Isis a guida Usa. "La Coalizione non punta a combattere con il regime siriano, la Russia o le forze pro-regime, ma non esiterà a difendere la Coalizione e i suoi partner da ogni tipo di minaccia".

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, a Pechino per il vertice Esteri dei Brics, ha chiesto "a tutti a evitare azioni unilaterali, a rispettare la sovranità della Siria e ad unirsi al nostro lavoro congiunto di concerto con il governo siriano". "L'abbattimento di un jet dell'aviazione siriana nello spazio aereo siriano è una violazione cinica della sovranità della repubblica araba siriana".

Dopo l'episodio la Russia ha deciso di sospendere il memorandum con la coalizione internazionale, finalizzato a prevenire gli incidenti e a garantire la sicurezza dei voli militari in Siria. Adrian Rankine-Galloway, portavoce del dipartimento della Difesa, ha detto che gli aerei della coalizione continueranno a condurre "operazioni in tutta la Siria contro le forze dell'Isis e fornendo sostegno aereo ai partner della coalizione che si trovano sul terreno". Le forze di Damasco, anch'esse impegnate contro l'Isis, hanno compiuto una rapida avanzata nelle ultime settimane, arrivando ad una decina di chilometri a sud della base militare di Tabqa, controllata dai curdi.

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