Martedì, 12 Dicembre, 2017

Crolli Amatrice, 5 indagati a Rieti

Terremoto Amatrice primi indagati all’Ater per palazzine costruite molto male Terremoto Amatrice: ci sono i primi 5 indagati per crollo delle case popolari
Evandro Fare | 19 Luglio, 2017, 01:05

Secondo una notizia fornita in esclusiva dal TG1, la Procura di Rieti ha fornito i nominativi di coloro che risulterebbero essere i primi cinque indagati per il crollo del plesso di case popolari "Ater" di Amatrice [VIDEO], avvenuto durante le scosse sismiche dell'agosto scorso (l'episodio ha causato diciotto morti). "Il fatto che si tratti di un edificio costruito dallo Stato ci addolora - aggiunge -, bisognerebbe fare di più, laddove c'è una responsabilità pubblica le cose appaiono sicuramente di una gravità maggiore". Quattro persone non sono più perseguibili in quanto decedute. Altri indagati sono poi accusati in merito ai nulla osta per la costruzione delle palazzine. Tanti i difetti delle palazzine, ma l'intera storia delle case dell'Ater, si legge nell'avviso di conclusione indagini, "è una sfilza di autorizzazioni che non dovevano essere neppure presentate per le troppe irregolarità".

"Le palazzine sono state costruite molto male - ha detto il procuratore capo di Rieti Giuseppe Saieva -, e questo non si è verificato per altre palazzine costruite nella stessa piazza dalla stessa impresa". "Per come erano state realizzate sarebbero crollate con qualsiasi sisma", ha detto il pm di Rieti Rocco Maruotti. I magistrati reatini, che ipotizzano i reati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni, hanno notificato la conclusione delle indagini preliminari a 5 persone: Ottaviano Boni, che all'epoca dei fatti era direttore tecnico della Sogeap srl, società che costruì le palazzine di Largo Sagnotti; Luigi Serafini, amministratore unico della stessa società, Franco Aleandri, presidente pro-tempore dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari (Iacp) della Provincia di Rieti, Maurizio Scacchi, geometra dipendente del Genio Civile di Rieti, e Corrado Tilesi, ex assessore del Comune di Amatrice.

Tutti gli indagati sono piuttosto anziani - la loro età va dai 63 agli 85 anni - dal momento che l'anno di costruzione delle case popolari, poi crollate in mezzo ad altri edifici rimasti in piedi, è il 1971.

Calcoli strutturali errati, lavori svolti con imperizia, nei quali "tutti i pilastri risultavano molto sottili, con spessore prevalente pari a 20 centimetri", e con "armatura esigua".

Materiali scadenti, pilastri sbriciolati, travi inesistenti.

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