Mercoledì, 22 Novembre, 2017

Dopo trent'anni si muore di malaria in Italia

Malaria in Italia: «Ma è un caso eccezionale» Malaria, almeno uno l'anno in Italia i casi autoctoni
Moreno Priola | 11 Settembre, 2017, 15:49

"Possiamo anche dire - ha aggiunto - che la popolazione zanzare che infetta una determinata area è in evoluzione, sia come varianti e sottospecie introdotte sia come capacità di trasmettere malattie".

Nel frattempo l'Apss ha disposto in via precauzionale la disinfestazione del reparto di Pediatria dell'Ospedale S. Chiara.

La zanzara tigre asiatica ha fatto capolino in Italia all'inizio degli anni '90. "Abbiamo ricevuto tutta la documentazione e valutato i tempi di incubazione della malaria, tra i 14 e i 20 giorni, che sono perciò compatibili con le date in cui Sofia era al mare", spiega. "Altri casi, risalenti allo stesso periodo, non sono stati documentati con contezza". In pratica questi insetti in autunno producono uova che sopravvivono alle basse temperature e si schiudono solo quando le condizioni climatiche migliorano la primavera successiva, riuscendo così a proteggere dal freddo i nuovi nati. Ci sono nomi celebri che sono morti di malaria in Maremma. Figlia di una coppia italiana lì residente, la bambina era stata in vacanza sulla riviera veneta.

Una bambina di quattro anni, ricoverata agli Ospedali Civili di Brescia, è morta per malaria.

Nel frattempo, è stata aperta una inchiesta e la Procura di Trento sta indagando per omicidio colposo contro ignoti.

L'unica soluzione che si vedeva allora era infatti quello di bonificare le zone che rappresentavano dei per veri propri focolai della malattia.

"IN MAREMMA c'è un caso di malaria". Secondo l'infettivologo le possibilità sono due: "La malattia potrebbe essere stata contratta attraverso il contatto diretto con il sangue di qualcun altro affetto da malaria: è un caso a dir poco inusuale, ma gli epidemiologi sono al lavoro per capire se possa essere andata così - dice Pregliasco -". Se la zanzara è stata accidentalmente importata da zone di endemia può dare origine a un caso di malaria definito "aeroportuale" o "da bagaglio", a seconda se il caso si sia manifestato in prossimità di un aeroporto internazionale o altrove; se la zanzara è indigena può dare origine ad un caso secondario di malaria dopo essersi infettata su un portatore di gametociti proveniente dall'estero.

Adesso una domanda prevale sulle altre: da dove è arrivata la zanzara Anopheles che ha trasmesso la malaria alla piccola Sofia Zago?

Dovuta, quest'ultima, al più pericoloso, il Plasmodium falciparum, che, in epoca pre-chininica, seminava la morte tra i bambini dell'Italia malarica, nel Mezzogiorno continentale, in Sicilia e in Sardegna. Quanto alla ricerca della causa del contagio per la bambina, che non era stata in Paesi dove sia presente la malaria, a Trento si è conclusa con esito negativo la raccolta delle trappole posizionate nel reparto: niente zanzare. Alcune specie tropicali si sono addirittura adattate a crescere nelle pozze all'interno di tronchi cavi d'alberi, oppure sulle foglie perennemente umide delle piante tropicali.

Ma il senza ritegno, la totale assenza del minimo ritegno, il disprezzo per il rispetto che si deve e a se stessi e al prossimo con cui le bugie, queste bugie, vengono propalate, pronunciate, divulgate hanno una sola mamma: lo scarso spessore umano di chi lo fa. Una zanzara presente in Italia più della Anopheles è la Aedes Albopictus, nota come la zanzara tigre, portatrice di diverse patologie, tra cui dengue, febbre gialla, che causò un'epidemia di febbre chikungunya, qualche anno fa a Ravenna.

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