Sabato, 23 Settembre, 2017

Fascismo: dalla Camera il primo via libera a reato propaganda

Storace Addio saluto romano: in via di approvazione la legge contro la “gestualità” fascista
Moreno Priola | 13 Settembre, 2017, 14:40

Il ddl Fiano prevede l'inserimento nel codice penale dell'articolo 293-bis che introduce il reato di propaganda fascista.

La norma che definisce reato la propaganda del regime fascista e nazifascita è stata approvata dalla Camera con 261 sì, 122 no e 15 astenuti. Il provvedimento (prima firma di Emanuele Fiano, Pd), passa ora al Senato in seconda lettura. "È nostro compito combattere l'ideologia nazi-fascista, la carica di violenza razzista e di odio che essa comporta. E penso... speriamo che il senatore Fiano non proponga di abbatterla". E a chi grida alla censura e alla privazione della libertà di espressione l'onorevole Fiano risponde: "Nessun intento liberticida, ma solo la necessità di mettere un freno ai rigurgiti neo fascisti e al ritorno dell'ideologia di estrema destra".

Visto l'acceso dibattito sul testo che ha attraversato l'estate, prevedibili le contestazioni al momento del voto in aula. A favore maggioranza e la sinistra, contro M5S e centrodestra. "Se non fosse stato per un emendamento del Movimento avremmo avuto pene minori, per quanto è scritta male la legge". "Tanto tempo perso che poteva essere dedicato alle vere priorità del paese".

Al di là delle convinzioni politiche che fanno parte di ciascuno di noi, la nuova norma pone in auge l'annoso problema della necessità di salvaguardare il superiore principio di libertà di manifestazione del pensiero e la stabilità istituzionale di una società basata su principi liberali. La legge del 1993, invece, ratifica la Convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale del 1966: punisce "chi, in qualsiasi modo, diffonde idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, o incita a commettere o commette atti di discriminazione e violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi".

Per chi viola i divieti è prevista la reclusione da sei mesi a due anni. Il capogruppo del M5s in commissione Giustizia di Montecitorio ha rivolto quindi un appello al Pd, chiedendo di accettare la proposta emendativa "così da votare favorevolmente insieme" e mostrando un segno di apertura fino a questa mattina inedito sul provvedimento.

In pratica se il testo venisse approvato al Senato, basterebbe un saluto romano oppure avere dei cimeli fascisti o nazisti per infrangere questa nuova paventata legge.

- INTERNET E MERCHANDISING ONLINE: Costituisce aggravante del delitto (aumento di un terzo della pena) la propaganda del regime fascista e nazifascista commessa attraverso strumenti telematici o informatici. La proposta di legge inoltre prevede "la reclusione da sei mesi a due anni, con la pena aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici", come ad esempio Facebook.

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