Giovedi, 14 Dicembre, 2017

Inchiesta Expo, la procura generale: "Processare il sindaco Beppe Sala"

Inchiesta Expo la procura generale Marcia indietro della Procura Generale: richiesta di processo a Sala solo per il reato minore di falso
Evandro Fare | 20 Settembre, 2017, 14:51

Anche l'imprenditore Paolo Pizzarotti, protagonista di una tenace attività difensiva condotta dall'avvocato Ermenegildo Costabile in Cassazione per contestare i presupposti di fatto della competenza territoriale milanese, ne incassa ora i frutti indiretti perché, se il pg di Cassazione ha comunque confermato la competenza milanese, ora la Procura Generale milanese non chiede più il rinvio a giudizio del costruttore, ma si avvia a chiederne l'archiviazione cancellando l'iniziale ipotesi di tentata turbativa d'asta nei rapporti con il concorrente Mantovani dopo l'aggiudicazione dell'appalto della Piastra. Rispetto alla chiusura delle indagini del 23 giugno scorso, cade però una delle due ipotesi di reato contestate a Sala, quella di turbativa d'asta. Resta invece in piedi l'ipotesi di falso per le modalità con cui nel 2012 la società sostituì un componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto sulla 'Piastra'. Ora spetterà al Gup Campanile decidere se rinviare a giudizio Sala o proscioglierlo. In sostanza, viene 'spazzato via' tutto il capo d'accusa relativo alla presunta turbativa. Posizione, quest'ultima, che la procura generale chiede di archiviare.

L'inchiesta è stata al centro di uno scontro in procura, nei mesi scorsi: a gennaio il gip Lucio Marcantonio aveva disposto la proroga per altri sei mesi delle indagini, fino al 10 giugno, come chiesto a dicembre dal sostituto pg Felice Isnardi in seguito all'avocazione dell'inchiesta dopo che il gip Andrea Ghinetti aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata dai pm. Un rinvio a giudizio limitato all'accusa di falso ideologico e materiale per aver retrodatato la nomina di due membri delle commissioni di gara.

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