Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Incubo Euro per Draghi: il QE continua

Mario Draghi Incubo Euro per Draghi: il QE continua
Quartilla Lauricella | 07 Settembre, 2017, 17:12

Oggi, il cambio euro/dollaro resta letteralmente congelato a 1,194 USD, in attesa di qualche elemento in più per prendere una direzione decisa. Lo ha detto nel corso della conferenza stampa al termine del direttivo durante il quale è stato confermato il costo del danaro dell'area euro ai minimi storici: il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali resta a zero, il tasso sulle operazioni marginali resta allo 0,25 per cento e il tasso sui depositi resta al meno 0,40%. Per questo, nel comunicato ufficiale diffuso dalla Bce questa mattina dopo il Consiglio Direttivo è stato anticipato che il quantitative easing può ancora aumentare, sia nelle dimensioni degli acquisti di bond che nella sua durata, se le prospettive economiche dovessero peggiorare o rendere necessari ulteriori stimoli monetari. "La recente volatilità del tasso di cambio rappresenta una fonte d'incertezza che richiede di essere monitorata, per le sue implicazioni sulla stabilità dei prezzi nel medio termine", ha detto Draghi, notando anche l'accelerazione della crescita nell'Eurozona che procede "solida e ben distribuita".

E la Banca centrale rivede al ribasso le stime dell'inflazione per 2017 (a 1,5%) il 2018 (a 1,2% dal precedente 1,3%) e il 2019 (a 1,5% dal precedente 1,6%). Lo confermano anche le informazioni emerse dal Beige Book.E' dunque più probabile che l'Istituto di Francoforte si muova all'insegna della cautela, per non turbare i mercati, sempre pronti ad evidenti choc, offrendo solo qualche cenno su una futura inversione di rotta della politica monetaria. "Dedicheremo l'autunno per la calibrazione della politica monetaria per il 2018", ha puntualizzato il governatore. Nel caso in cui la BCE decidesse di avviare l'exit strategy, Mario Draghi si troverebbe probabilmente ad anticipare un nuovo round di misure restrittive, perché a quanto pare la Fed ha preso tempo per procedere con un altro rialzo dei tassi. "Rafforzare l'Unione economica e monetaria rimane una priorità", ha concluso Draghi.

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