Sabato, 23 Settembre, 2017

Livorno, ricerche anche in mare per ritrovare i due dispersi

Franco Merinoni direttore toscano Franco Merinoni direttore toscano
Evandro Fare | 12 Settembre, 2017, 23:50

L'altro disperso è Gianfranco Tampucci. D'altronde, il procuratore capo Ettore Squillace Greco non fa giri di parole: "Quando avvengono tragedie del genere, non possiamo non considerare l'eccezionalità dell'evento atmosferico, ma nemmeno dimenticare che in quasi tutti i casi la responsabilità è degli interventi umani sul territorio". Il corpo dell'ultimo disperso era all'interno della sede della polizia provinciale, all'inizio di via Garzelli, a pochi metri di distanza dall'argine del Rio Ardenza.

Il disastro che ha colpito Livorno ha seminato allagamenti, distruzione e purtroppo anche morte.

A proposito del nubifragio, il premier Paolo Gentiloni ha detto: "Credo che non solo il pensiero debba andare alle vittime ma anche la solidarietà del paese intero e l'invito a tutti a collaborare tra istituzioni senza polemiche, ma mettendo al centro l'interesse della propria comunità". "Un codice arancione - ha poi assicurato - è un codice di allerta che prevede gli eventi che si sono verificati a Livorno". Quattro persone, quasi una intera famiglia - due soli i superstiti - sono morti nella stessa casa, al piano terra di un palazzo signorile a due passi dal lungomare. Dalla procura arrivato stato dato il nulla osta per mettere a disposizione della famiglia i corpi dei coniugi Simone Ramacciotti e Glenda Garzelli, 37 e 35 anni, del loro figlio Filippo di 4 anni e del nonno Roberto Ramacciotti, 65 anni. Un'altra vittima a Montenero. La moglie e la figlia si sono salvate salendo sul tetto. Caritas Italiana, in costante collegamento con la Chiesa locale, si è prontamente messa a disposizione per un pieno supporto e ha destinato un primo contributo per gli interventi in favore della popolazione colpita. Riaperta la linea ferroviaria, lungo i binari destro e sinistro, mentre si sta ripulendo il sottopasso della stazione, che al momento rimane chiuso. Le zone più critiche rimangono Stagno, dove è concentrato il maggior numero di squadre di soccorso, e Collinaia dove molte abitazioni sono sommerse dal fango e si cerca di ripristinare almeno i camminamenti per poterle raggiungere. La donna era una delle due persone ancora disperse dopo la catastrofe che ha messo in ginocchio la città toscana.

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