Sabato, 23 Settembre, 2017

Ogm: Shaurli, sentenza Ue non modifica divieto semina in Fvg

Ogm, la Corte di giustizia Ue bacchetta l'Italia e dà ragione a Fidenato Caso Ogm, Corte Ue dichiara
Quartilla Lauricella | 13 Settembre, 2017, 21:48

Fa discutere la sentenza di oggi della Corte di giustizia europea relativa al divieto introdotto dall'Italia nel 2013 di coltivazioni OGM.

L'agricoltura italiana - ricorda inoltre Coldiretti nazionale - è diventata la più green d'Europa con il maggior numero di certificazioni alimentari a livello comunitario per prodotti a denominazione di origine Dop/Igp che salvaguardano tradizione e biodiversità, la leadership nel numero di imprese che coltivano biologico, la più vasta rete di aziende agricole e mercati di vendita a chilometri zero che non devono percorrere lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti, ma anche con la minor incidenza di prodotti agroalimentari con residui chimici fuori norma e con la decisione - conclude la Coldiretti - di non coltivare organismi geneticamente modificati, come avviene peraltro in 23 Paesi sui 28 dell'Unione Europea.

"Nel 2013 - prosegue la Corte Ue ricostruendo i fatti - il governo italiano ha chiesto alla Commissione di adottare misure di emergenza per vietare la coltivazione di mais MON 810 alla luce di alcuni nuovi studi scientifici realizzati da due istituti di ricerca italiani".

Quel decreto, afferma in sostanza la Corte, non era legittimo perché non vi erano prove scientifiche che il MON 810 fosse dannoso per la salute.

Nonostante ciò, l'Italia aveva deciso di mettere al bando il Mon 810 e nel 2014 aveva denunciato alcuni coltivatori che lo avevano coltivato sfidando il divieto. Fidenato è stato penalmente perseguito in Italia.

È in questo ambito che il Tribunale di Udine ha chiesto alla Corte di giustizia se sia possibile adottare, in materia alimentare, misure di emergenza sul fondamento del principio di precauzione. Secondo tale principio, gli Stati membri possono adottare misure di emergenza al fine di scongiurare rischi per la salute umana che non siano stati ancora pienamente identificati o compresi in ragione di una situazione di incertezza sul piano scientifico.

"Tanto la legislazione alimentare dell'Unione quanto la legislazione dell'Unione concernente gli alimenti e i mangimi geneticamente modificati sono volte ad assicurare un livello elevato di tutela della salute umana e degli interessi dei consumatori, garantendo al contempo l'efficace funzionamento del mercato interno, del quale la libera circolazione degli alimenti e dei mangimi sicuri e sani costituisce un aspetto essenziale". È stata emessa una sentenza secondo la quale i prodotti Ogm possono essere vietati dalle istituzioni europee solo se "comprovato il loro effetto negativo sulla salute".

Con l'odierna sentenza, la Corte esclude questa facoltà e sottolinea che "il principio di precauzione, che presuppone un'incertezza sul piano scientifico in merito all'esistenza di un certo rischio, non è sufficiente per adottare tali misure".

In tali circostanze, i giudici nazionali sono competenti a valutare la legittimità di quelle misure.

Altre Notizie