Lunedi, 16 Ottobre, 2017

Stupri di Rimini, Polonia chiede estradizione dei 4 violentatori

Stupro Rimini Polonia vuole estradizione e parla di pena di morte e torture Rimini, arrestato in treno il quarto uomo Sabato si erano costituiti due fratelli minorenni ed era stato fermato il terzo
Evandro Fare | 05 Settembre, 2017, 17:52

I minorenni hanno prima negato la violenza sessuale, poi parlato di un rapporto consenziente. Il vice ministro Jaki ha detto che i quattro dovrebbero affrontare una punizione molto severa per avere commesso questi crimini. Inoltre, dalla Polonia hanno fatto sapere che le autorità del Paese hanno aperto una loro indagine. Due fratelli marocchini di 15 e 16 anni, un nigeriano e un ventenne congolese sono accusati di stupro e rapina aggravata ai danni di una transessuale peruviana e una turista polacca e di avere picchiato il compagno di quest'ultima. Le pene teoricamente potrebbero superare i 20 anni; il reato più grave è la rapina aggravata come è stato spiegato dal procuratore Paolo Giovagnoli e dal sostituto Stefano Celli in un incontro con la stampa.

"Era lui a comandare, organizzava i colpi e noi eravamo come i suoi cani".

Nel rispetto degli esseri umani tutti, hanno tuonato in tanti. Volevano farlo perché "rimasti impressionati dall' accaduto". I fratelli marocchini, residenti a Vallefoglia, nel Pesarese, sono stati sentiti per formalizzare il loro primo racconto, ma anche per approfondire tutti i dettagli della storia e presumibilmente anche per ricostruire il ruolo delle persone coinvolte. Butungu, l'ultimo a essere arrestato mentre cercava di fuggire in treno, si è difeso dicendo: "Non c'ero, avevo bevuto e mi sono addormentato".

La Procura di Rimini intanto ha formalizzato le accuse verso i quattro giovani: rapina aggravata, violenza sessuale di gruppo e lesioni aggravate. Quando mi sono svegliato - è la versione resa del congolese - ho incontrato dei ragazzi che mi hanno offerto di acquistare un orologio e un telefonino probabilmente rubati, e così ho fatto. Non da meno i due minorenni che hanno diversi precedenti di Polizia per furto e percosse.

La caccia era scattata sabato, dopo la confessione dei primi due che si sono presentati a carabinieri e il fermo del terzo. Una versione che non torna agli inquirenti, così come non torna neanche lo scaricabarile degli altri tre. Proprio il video delle telecamere di sorveglianza (in cui ammettono di riconoscersi anche i minorenni) che lo riprendono tra un episodio e l'altro, secondo gli inquirenti, incastrano invece senza dubbi il congolese.

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