Lunedi, 20 Novembre, 2017

Catena di 15 vulcani sommersi

Mar Tirreno, scoperti 7 vulcani sottomarini. Fanno parte della 'catena del Palinuro' La ricostruzione in 3D della catena vulcanica nel Tirreno meridionale
Evandro Fare | 14 Novembre, 2017, 12:38

Un grande lavoro condotto in sinergia dai ricercatori, su una catena lunga 90 chilometri e larga 20, composta dunque da 15 vulcani. Crateri del tutto sconosciuti agli scienziati e che si vanno ad aggiungere agli 8 già noti agli studiosi.

Lo studio, pubblicato lo scorso 13 novembre su Nature Communications, è frutto di numerose campagne oceanografiche condotte negli ultimi anni da un team internazionale di vulcanologi, geofisici, e geologi marini dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dell'Istituto per l'Ambiente Marino Costiero, del Consiglio Nazionale delle Ricerche e del Geological and Nuclear Sciences della Nuova Zelanda.

La catena va dalla costa a Sudi di Salerno a quella calabra, 30 chilometri a Est di Sangineto, in provincia di Cosenza.

I vulcani hanno dimensioni superiori rispetto a quelli già conosciuti del mar Tirreno, compreso il Marsili, e la loro attività è da registrare dai 300 mila agli 800 mila anni fa anche se non se ne esclude l'attività in tempi ben più recenti.

Alcuni vulcani finora noti nel Tirreno Meridionale "sono emersi, come le Eolie, altri sommersi, come il Marsili", spiega il coordinatore della ricerca, Guido Ventura, vulcanologo di Ingv e Iamc-Cnr.

Lo studio della catena del Palinuro è ancora in una fase iniziale ma i risultati già raggiunti rivoluzionano in parte la geodinamica del Tirreno e delle zone di subduzione nel mondo, e aprono nuove strade non solo alla ricostruzione dell'evoluzione della crosta terrestre, ma anche alla interpretazione e significato geodinamico delle catene vulcaniche sottomarine attive e degli archi insulari. A rendere particolarmente affascinante la scoperta, per esempio, c'è anche il fatto che queste strutture suggeriscono "l'apertura di micro-bacini oceanici dove si crea nuova crosta terrestre a seguito della risalita dei magmi lungo fratture", ha osservato il geologo marino Salvatore Passaro, dell'Iamc-Cnr, fra gli autori della ricerca. "Oggi sono caratterizzati da attività idrotermale sottomarina a si collocano in una zona di anomalia termica (circa 500 gradi mille metri sotto il fondo del mare)". "Questi vulcani rappresentano, nel loro insieme, una spaccatura della crosta terrestre dalla quale risalgono magmi provenienti dalle Isole Eolie, dal Tirreno centro-meridionale, e dall'area compresa tra la Puglia e la Calabria".

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