Lunedi, 20 Novembre, 2017

Libia: Onu boccia accordo con UE, politica intercettazioni e' "disumana"

Migranti: gruppo Mediterraneo a Berna su migranti in Libia Più tutele ai migranti, soprattutto in Libia
Evandro Fare | 14 Novembre, 2017, 15:51

L'Onu giudica "disumana" la cooperazione tra l'Unione europea e la Libia per la gestione dei flussi dei migranti. Il commissario giordano, infatti, ha definito in una nota tale politica come "disumana" nei suoi aspetti di intercettazone e respingimento dei migranti.

Ha poi proseguito riportando quanto raccontato dagli osservatori Onu in visita nelle carceri per 5 giorni: "Sono rimasti sconvolti da ciò che hanno visto: migliaia di uomini, donne e bambini emaciati e traumatizzati, ammassati l'uno sull'altro, bloccati in capannoni e costretti a lavori forzati". Secondo Zeid, "la sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità". Lo denuncia l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani Zeid Raad Al Hussein in un comunicato diffuso a Ginevra. E ha spiegato: "Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a episodi di schiavitù moderna, uccisioni, stupri e altre forme di violenza sessuale pur di gestire il fenomeno migratorio e pur di evitare che persone disperate e traumatizzate raggiungano le coste dell'Europa". Il commissario Onu si rivolge anche alle autorità libiche, esortandole ad adottare misure efficaci per eliminare le violazioni e gli abusi dei diritti umani nei centri sotto il loro controllo, rimuovendo i funzionari sospettati di violazioni e indagando per individuare e perseguire i responsabili. "La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità", ha detto ancora.

Per Zeid, "la comunità internazionale non può continuare a chiudere un occhio di fronte agli orrori inimmaginabili subiti dai migranti in Libia, e far finta che la situazione può essere risolta con il miglioramento delle condizioni di detenzione".

"Solo alternative a quelle prigioni possono salvare le vite dei migranti e garantirne la sicurezza fisica, la dignità e la protezione da ulteriori atrocità".

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