Martedì, 12 Dicembre, 2017

Minacce all'attrice Deepika Padukone: "Bruciatela viva"

India: ricompensa a chi brucerà viva Deepika Padukone, star di un controverso film di morire come nel suo film"Ricompensa a chi la brucia"
Calogero Calderone | 22 Novembre, 2017, 02:37

Succede in India e la protagonista di questo terrificante premio in denaro è l'attrice e modella Deepika Padukone, 31 anni. Ieri un gruppo a difesa della "Casta dei cavalieri" ha offerto una ricompensa di dieci milioni di rupie, oltre 130mila euro, per chi "brucerà viva la protagonista", accusata di non comprendere fino in fondo il significato del gesto della regina ispiratrice del film. La pellicola racconta la storia di una regina indù che si dà fuoco per non cadere nelle mani del sultano di Delhi. Una vera e propria taglia sulla testa dell'attrice 31enne: solo l'ultima delle polemiche che a Bollywood hanno coinvolto l'uscita di Padmavati. Nei mesi scorsi sono stati numerosi gli attacchi vandalici sul set che hanno interrotto le riprese del film.

Il regista, però, ha sottolineato più volte il fatto che non saranno presenti scene romantiche tra i due personaggi, anche se le sue rassicurazioni sono state del tutto vane. Il film è tratto da "Padmavat", poema epico del XVI secolo, che narra la storia di Rani Padmini, regina indù nota anche come Padmavati. Dopo la censura al film da parte del Cbfc, l'organismo di censura preventiva indiano, il gruppo Akhil Bhartiya Kshatriya Mahasabha (Abkm), conosciuto come "la casta dei cavalieri" ha organizzato una manifestazione in un parco di Bareilly, nella regione dell'Uttar Pradesh, dove misero al rogo centinaia di gigantografie dell'attrice e del regista. Il responsabile della sezione giovanile dell'Abkm, Bhuvneshwar Singh, ha comentato: "Deepika dovrebbe sapere cosa si prova ad essere bruciati vivi. Siamo pronti a dare 10 milioni di rupie a chi dovesse bruciarla viva". Il film storico Padmavatì del regista Sanjay Leela Bhansali, atteso nelle sale indiane il primo dicembre 2017, è stato bloccato dalla censura e rimandato a data da destinarsi perché accusato di distorcere la storia. "Chiediamo agli organizzatori di mostrarci il film prima che sia autorizzato ad andare nelle sale". Subito dopo le minacce all'attrice, una conferma di quanto sia complicato in certe circostanze separare la finzione cinematografica dalla realtà.

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