Venerdì, 17 Novembre, 2017

Spataro incontra Giulia, aggredita e insultata su un bus da un razzista

Il quadro di Norman Rockwell The Problem We All Live With Il quadro di Norman Rockwell The Problem We All Live With
Evandro Fare | 15 Novembre, 2017, 05:38

L'episodio risale a venerdì scorso, quando un sessantenne, che al momento non è stato identificato, l'avrebbe apostrofata con insulti razzisti: "È inutile che vai a scuola, tanto finisci in strada". Così il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, in una lettera firmata a nome di tutta la procura e indirizzata a Giulia, la 15enne insultata con epiteti a sfondo razziale su un autobus perché di colore. "La speranza dell'ufficio - si legge ancora - è che non solo possano avere successo gli accertamenti per individuare il responsabile dei fatti, ma persino che costui si presenti spontaneamente per farsi identificare e per scusarsi".

La norma punisce con la reclusione fino a quattro anni per chi commette atti di violenza o di provocazione per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. E furono proprio gli agenti federali del Marshals Service a scortare la bambina a scuola, per l'intero anno scolastico, aspettandola ogni giorno fuori dalla classe per riportarla a casa alla fine delle lezioni. "Marciava come un piccolo soldato e noi eravamo orgogliosi di lei".

Cara Giulia, capirai la ragione di questo regalo. Non so se ci riusciremo e se non sarà possibile ti prego di scusarci: ce la metteremo comunque tutta. "Ti chiedo scusa anche a nome della Città di Torino, pur se certo non la rappresento, per la viltà di chi non è intervenuto in tuo aiuto pur potendolo fare", scrive il magistrato. Criminali e persone vili non spariranno purtroppo mai dalla faccia della Terra, anche se la speranza è l'ultima a morire.

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