Mercoledì, 13 Dicembre, 2017

Il dramma di Castelli e il referendum sull'euro a Otto e mezzo

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Evandro Fare | 07 Dicembre, 2017, 18:46

Davanti al commissario alla spending review Carlo Cottarelli e Alessandro Gassman la grillina è sembrata in evidente difficoltà. "Ma lo dite ancora, pur sapendo che non possiamo fare un referendum sull'euro?", chiede Lilli Gruber, facendo riferimento al fatto che la nostra Costituzione vieta la possibilità di abrogare un trattato internazionale con una consultazione popolare. "Ma in realtà non è vero... Noi abbiamo raccolto le firme, siamo convinti che si possa fare..." Ma il non plus ultra si raggiunge al minuto 14 dei video, quando si parla del referendum sull'euro: la Castelli è evidentemente a favore dell'uscita dall'euro ma altrettanto evidentemente non ha intenzione di dirlo pubblicamente. "Guardi cosa è successo in questi anni con l'euro". Ma lei a un referendum sull'euro, dentro o fuori, cosa voterebbe? "Non si dice cosa si vota", risponde a sorpresa Castelli.

Come al solito la migliore linea del M5S è non averne una. La parlamentare replica: "Non è un tema ideologico, è un tema tecnico". Io credo che l'euro sia stato un problema per il costo del lavoro, per la produttività delle imprese, l'euro è diventato l'unico modo per fare inflazione ormai... Ci sono tante questioni tecniche che appartengono, peraltro, alla mia competenza. Dopodiché, un conto è dire: cosa vuoi fare con l'euro, chiediamolo ai cittadini. Un altro conto è dire: 'Ce l'avreste un modo per...?'. Fino all'epilogo quasi sconfortante in cui Gruber chiede per l'ennesima volta una posizione chiara alla deputata: "Non mi ha risposto alla domanda". E la conduttrice ripete la sua domanda: "A un referendum sull'euro cosa voterebbe?".

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