Giovedi, 19 Luglio, 2018

Aborto: in Italia i casi di aborto provocato diminuiscono

Aborto: in Italia i casi di aborto provocato diminuiscono Aborto: in Italia i casi di aborto provocato diminuiscono
Moreno Priola | 13 Gennaio, 2018, 02:59

La rivelazione riguarda tutto il 2016 fino a comprendere tutti i dati relativi al mese di ottobre 2017.

Diminuiscono le interruzioni di gravidanza volontarie in Italia, scese per la prima volta sotto quota 60mila. Tra i giovani, rileva ancora la relazione del Ministero, è stata registrata una diffusione sempre maggiore del profilattico. Il rapporto di abortività, ossia il rapporto tra il numero di aborti volontari su mille nati vivi, è di 182,4, con un decremento pari a 1,4% rispetto al 2015.

Una situazione che mostra una problematica molto seria, in Campania ci sono l'88.4% di obiettori di coscienza, un numero altissimo, come altissimo è il numero di medici che hanno fatto ricorso al cesareo "Temo fortemente che ci sia dell'altro dietro questi numeri come già era avvenuto con la vergogna dei tagli cesarei in Campania che deteneva fino a poco fa il record in Europa soprattutto ad opera di aziende convenzionate private che solo dopo il nostro intervento hanno cominciato a invertire una tendenza che faceva ottenere il doppio rimborso alle strutture ospedaliere e il massimo della comodità ai ginecologi che operavano secondo tempi e modi decisi da loro". Per quanto riguarda l'aborto farmacologico con la pillola RU486, rappresenta il 15,7% del totale contro il 15,2% dell'anno scorso. "Se realmente così fosse, la Ministra dovrebbe trarre le ovvie conseguenze, eliminando l'obbligo di prescrizione per le minorenni, e permettendo la distribuzione gratuita nei consultori e nei poliambulatori". I dati sono contenuti nella Relazione annuale del Ministero della Salute. Le interruzioni volontarie di gravidanza vengono effettuate nel 60,4% delle strutture nazionali disponibili con una copertura adeguata, tranne che in Campania e nella Provincia di Bolzano dove risulta un numero di punti Ivg inferiore al 30% delle strutture censite. Un numero sostanzialmente stabile rispetto a quello dell'anno precedente (2015). Tuttavia il dato resta sempre più basso rispetto agli altri Paesi dell'Europa Occidentale. Negli ultimi anni, sarebbe stato registrato un aumento, seguito da una stabilizzazione e poi da una diminuzione, quest'ultima meno evidente tra le 15-16enni. Valore identico a quello del 2015, ma in diminuzione rispetto agli anni precedenti, con livelli più elevati nell'Italia centrale. Ciò potrebbe essere spiegato col fatto che sono in aumento per le giovanissime il numero di partner, che si ridimensiona con l'età e all'inizio sempre più precoce dei rapporti sessuali. In ogni caso per il terzo anno di seguito il numero totale delle interruzioni volontarie di gravidanza è stato inferiore a 100mila, più che dimezzato rispetto ai 234.801 del 1982, anno in cui si era riscontrato il valore più alto in Italia. Sia per le donne italiane che per le straniere, nelle ultime generazioni, sono le ventenni a mostrare un ricorso più elevato all'aborto volontario.

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