Domenica, 21 Ottobre, 2018

Berlusconi promette che se sarà al governo abolirà il Jobs Act

Berlusconi promette che se sarà al governo abolirà il Jobs Act Berlusconi promette che se sarà al governo abolirà il Jobs Act
Calogero Calderone | 13 Gennaio, 2018, 08:11

Non ho mai detto che è un pericolo per la democrazia, ma dal 2008 al 2011 con il governo di Berlusconi e della Lega l'Italia ha vissuto una crisi devastante.

Poi c'è il capitolo che riguarda il futuro di Maroni.

Così, con la Lombardia che torna per aria, l'accordo complessivo resta lontano anche nelle altre Regioni al voto. Se "motivi personali lo spingono a scegliere di non ricandidarsi in Lombardia, è impensabile si possano ipotizzare per lui ruoli politici e tantomeno impegni di governo". Il leghista, invece, dopo la rinuncia alla candidatura per il governo della Lombardia, è stato in queste ore il protagonista di molti retroscena cui sarebbe proprio lui il maggiore indiziato a mettere d'accordo Salvini e Berlusconi per il ruolo di premier in caso di vittoria del centrodestra alle elezioni. Ancor più duro Matteo Salvini: "Se lasci il tuo incarico in Regione Lombardia che vale molto di più di tanti ministeri evidentemente in politica non puoi più fare altro", ha detto il segretario della Lega ai microfoni di Radio 24. Ma Berlusconi è cauto: "Ottimo candidato, ma siamo distanti da una decisione definitiva". D'altro canto - spiega - "i sondaggi, che ci danno in crescita costante, confermano questa mia convinzione (stiamo raggiungendo quota 40%)". Secondo alcune indiscrezioni, fonti qualificate, Maroni avrebbe pensato per se stesso a due strade: o ministro dell'Interno o presidente del Senato, strizzando l'occhio anche a Palazzo Chigi ma solo come ipotesi estrema.

Nel frattempo una certezza c'è: il nome Berlusconi nel simbolo, anche se la sentenza attesa da Strasburgo che nelle attese del leader dovrebbe riabilitarlo dopo la decadenza da senatore non arriverà in tempo: "Io sono il presidente di Forza Italia". E sarà Forza Italia a trainare il centrodestra.

Incalzato dalle domande di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto, Berlusconi non si sbilancia sui nomi e aggiunge: "Chi prende più voti nella coalizione esprime il leader del governo. Renzi è venuto meno a questa intesa e anche per questo fatto importante e negativo non riteniamo che ci sia la possibilità di un'azione comune".

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