Domenica, 09 Dicembre, 2018

Cancro, gene "Angelina Jolie" non aumenta la mortalità del tumore al seno

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Moreno Priola | 13 Gennaio, 2018, 14:35

Svolta sulle mutazioni di Brca 1 e 2, detti ormai da molti "geni Angelina Jolie": non influiscono sulla possibilità di sopravvivenza della paziente oncologica. Le mutazioni dei geni Brca1 e Brca2 aumentano molto il rischio di sviluppare il tumore del seno, che può arrivare all'80%, spiega Fortunato Ciardiello, docente di Oncologia medica presso il dipartimento di Internistica clinica e sperimentale dell'università della Campania Luigi Vanvitelli, e rendono anche più probabile l'insorgenza precoce, molto prima dei 50 anni.

La mutazione Brca è stata 'resa famosa' dall'attrice, che ha reso pubblica la decisione di farsi asportare preventivamente entrambi i seni dopo aver scoperto di avere il gene.

La ricerca ha anche trovato che la mastectomia dopo la diagnosi non ha effetti sulla speranza di sopravvivenza.

L'équipe coordinata da Diana Eccles, dell'università di Southampton, ha seguito per 10 anni le cartelle cliniche di 2.733 donne fra i 18 e i 44 anni d'età, trattate per un cancro al seno in 127 ospedali del Regno Unito dal 2000 al 2008. A distanza di 10 anni le donne che non erano sopravvissute alla malattia erano 651 e la percentuale di mortalità non aveva manifestato alcuna flessione in presenza del gene.

Gli autori sottolineano che, però questo tipo di intervento non ha cambiato la probabilità di sopravvivenza. Il 12% di queste donne aveva la mutazione.

"Questo ci dice che l'intervento radicale non deve essere fatto subito, insieme agli altri trattamenti - sottolinea alla Bbc Diane Eccles, l'autore principale -, anche se probabilmente la mastectomia può dare benefici a lungo termine, venti o trent'anni dopo la diagnosi iniziale".

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