Пятница, 20 Апреля, 2018

Catherine Deneuve critica il caso molestie: "Basta puritanesimo"

Catherine Deneuve critica il caso molestie: Catherine Deneuve critica il caso molestie: "Basta puritanesimo"
Calogero Calderone | 10 Января, 2018, 12:34

Catherine Deneuve rompe il fronte femminista e, in una lettera aperta con 100 firmatarie pubblicata su Le Monde, contesta il "nuovo puritanesimo" emerso dopo il caso Weinstein.

"Lo stupro è un crimine, ma il corteggiamento insistente o maldestro non è un delitto, né la galanteria un'aggressione maschilista", si legge nella lettera. Dalla Deneuve appunto alla critica d'arte e scrittrice Catherine Millet, dalle attrici Catherine Robbe-Grillet e Ingrid Caven alla psicanalista Sarah Chiche, e le giornaliste Peggy Sastre e Abnousse Shalmani. "È stata necessaria, ma adesso questa "liberazione della parola" ha provocato l'effetto opposto: ci viene intimato di parlare come si deve, di tacere ciò che scontenta, e quelle che rifiutano di piegarsi a tali ingiunzioni sono viste come delle traditrici, delle complici". Perché "femminismo non significa odiare gli uomini e la sessualità".

E quindi? Questo atteggiamento, scrivono ancora le cento, avrebbe contribuito alla causa "dei nemici della libertà, degli estremisti religiosi e dei peggiori reazionari".

Gli uomini, insomma, siano "liberi di sedurre e importunare". Niente a che vedere con le battaglie giuste e sacrosante, ma la confusione si ritorce contro le stesse vittime: "la donna, oggi, può vigilare affinché il suo stipendio sia uguale a quello di un uomo, ma non sentirsi traumatizzata per tutta la vita se qualcuno le si struscia contro nella metropolitana".

L'intento di fondo è separare la violenza e dagli approcci sessuali, per quanto spinti o inopportuni, perché "la pulsione sessuale è per sua natura offensiva e selvaggia". "Tutti i pensieri di noi che abbiamo a cuore la libertà delle donne vanno alle vittime della violenza sessuale, schiacciate dalla paura di parlarne". Ha una qualche utilità?

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