Venerdì, 17 Agosto, 2018

Chiudere le scuole in aree a rischio sismico? Da oggi si può

Chiudere le scuole in aree a rischio sismico? Da oggi si può Chiudere le scuole in aree a rischio sismico? Da oggi si può
Evandro Fare | 10 Gennaio, 2018, 15:03

A metterlo nero su bianco, è una sentenza con cui la corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Procura di Grosseto contro il dissequestro di una scuola il cui indice di vulnerabilità sismica era risultato essere di poco inferiore alla soglia a partire dalla quale l'esito della verifica si considera positivo.

Un quadro noto da tempo anche grazie alle denunce delle associazioni civiche come Legambiente, ma che si è fatta forte consapevolezza sociale soprattutto dopo gli ultimi terremoti che hanno materialmente raccontato questa fragilità e che spingono i cittadini a pretendere un maggiore diritto alla sicurezza dei ragazzi e dei lavoratori a scuola.

La vicenda aveva visto il sindaco di Roccastrada intentare ricorso contro il sequestro della scuola primaria e secondaria, frequentata da quasi trecento bambini, disposto dalla magistratura grossetana.

Allo stabile era stato attribuito un rischio sismico dello 0,985, registrando, secondo l'ordinanza, un'inadeguatezza minima rispetto ai vigenti parametri costruttivi antisismici soddisfatti al raggiungimento del valore par a 1. Dando ragione ai pm toscani, la Suprema Corte - sentenza 190 depositata oggi - sottolinea che "nel carattere non prevedibile dei terremoti, la regola tecnica di edificazione è ispirata alla finalità di contenimento del rischio di verificazione dell'evento".

Sulla base di quanto appena detto, Dunque secondo la Cassazione la inosservanza della regola tecnica di edificazione proporzionata al rischio sismico di zona, anche ove quest'ultimo si attesti su percentuali Basse di verificabilità, Integra pur sempre la violazione di una norma di aggravamento del pericolo e come tale va indagata e rileva ai fini dell'applicabilità del sequestro preventivo. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

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