Lunedi, 15 Ottobre, 2018

Elezioni, la Cei: "Credevamo sepolti i discorsi sulla razza"

Bassetti: Gualtiero Bassetti presidente della Cei
Evandro Fare | 22 Gennaio, 2018, 21:44

"Bisogna reagire a una cultura della paura che, seppur in taluni casi comprensibile, non può mai tramutarsi in xenofobia o addirittura evocare discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente", ha detto facendo riferimento alle parole del candidato della Lega in Lombardia, Attilio Fontana.

Il presidente dei vescovi italiani Gualtiero Bassetti nella sua prolusione davanti al Consiglio Episcopale Permanente elenca le priorità per il Paese: "Creare lavoro, combattere la precarietà e rendere compatibile il tempo di lavoro con il tempo degli affetti e del riposo".

Dopo aver richiamato "il valore morale e democratico del voto", Bassetti ha puntualizzato che "la Chiesa non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico". Prendete come esempi uomini e donne di diverso schieramento politico che, nella storia della Repubblica, hanno saputo indicare percorsi concreti e interventi mirati per affrontare le questioni e i problemi della nostra gente.

Bassetti:
Il cardinale Gualtiero Bassetti abbracciato dal Papa Condividi

Ricordando l'80/mo anniversario delle leggi razziali, il Cardinale Bassetti rilancia le parole di Pio XI che definì l'antisemitismo "inammissibile".

Sul tema delle migrazioni, Bassetti ricorda innanzitutto che la sua "discussione pubblica è troppo spesso influenzata da equivoci, incomprensioni e contese politiche". "In virtù di questo "diritto evangelico" - e non certo in nome di una rivendicazione sociale - ogni cristiano è chiamato ad andare verso di loro con un atteggiamento di comprensione e compassione". "Dialogare significa, invece, cercare il bene comune per tutti". "Tre verbi, tre azioni pastorali, tre sfide concrete per il futuro" perché "il nostro Paese sembra segnato da un clima di 'rancore sociale', alimentato da una complessa congiuntura economica, da una diffusa precarietà lavorativa e dall'emergere di paure collettive". La "emergenza" del lavoro, ha proseguito, è "resa ancora più impellente dai dati relativi alla disoccupazione giovanile: sono troppi i nostri ragazzi che vengono ingiustamente mortificati nel loro talento e duramente provati nelle loro aspettative di vita, costringendoli spesso ad un'amara e dolorosa emigrazione. Come faremo nel prossimo Sinodo dei Vescovi". Una presa di posizione a tutto tondo, che si inserisce in un periodo in cui la politica si prepara alla campagna elettorale, con promesse e frasi razziste. Molte famiglie sono diventate povere e - avverte il Cardinale - "se si fermano le famiglie, si ferma il motore sociale del Paese". "È necessario ripeterlo con forza: è urgente e doveroso aiutare, curare e sostenere, in ogni modo possibile, le famiglie italiane", ha ribadito il presidente della Cei: "Perché nelle famiglie risiede la struttura portante della nostra società e si pongono le basi del futuro". Smette di battere il cuore della società. È questa l'indicazione ai vescovi del cardinale Bassetti. Poi ha invitato a "sfiducia e disaffezione per partecipare alle urne con senso di responsabilità". Negoziare, infatti, spiega, "consiste soltanto nel cercare di ricavare la propria 'fetta' della torta comune" ma "non è questo, ovviamente, ciò che intendiamo". "Un bambino nel grembo materno e un clochard, un migrante e una schiava della prostituzione hanno la stessa necessità di essere difesi nella loro incalpestabile dignità personale", ha ammonito il cardinale: "E di essere liberati dalla schiavitù del commercio del corpo umano, dall'affermazione di una tecnoscienza pervasiva e dalla diffusione di una mentalità nichilista e consumista".

Altre Notizie