Mercoledì, 17 Ottobre, 2018

Elezioni, spaccatura nel Pd dopo l'approvazione delle liste. Gentiloni candidato in Sicilia

Renzi All'attacco come Sacchi Elezioni, spaccatura nel Pd dopo l'approvazione delle liste. Gentiloni candidato in Sicilia
Calogero Calderone | 29 Gennaio, 2018, 13:50

La proposta formulata dalla segreteria prevederebbe intorno ai 15 seggi sicuri per l'area Orlando e 6-7 per la componente di Emiliano, ma per ora è stata respinta in quanto non rispetterebbe gli equilibri congressuali.

E' l'ennesima forzatura in un partito ormai schiacciato o sovrapposto alla oligarchia che fa capo al giglio magico. Non molto amata dalla base, che di fatto non la conosce. Ognuno deve fare le scelte che ritiene più giuste ma complessivamente dobbiamo iniziare a fare la campagna elettorale'. Per riprendere fiato, ieri mattinata in famiglia e "anzichè fare come tutti gli altri che prendono gli spin doctor - racconta Renzi a Domenica Live - sono tornato a casa e sono andato a fare un bagno di realtà, visitando le mie nonne". Ed è già la seconda volta in poche ore. Dentro anche il responsabile del programma Tommaso Nannicini e lo scrittore Giuliano Da Empoli, fuori il "padre" degli 80 euro Yoram Gutgeld. Non lo voglio. Conosco bene i tantissimi problemi che abbiamo nel cercare di trovare una quadra per garantire la presentazione di liste competitive in grado di tenere insieme la conferma di chi tanto si è impegnato in questi anni per dare impulso alla ripresa che si sta manifestando e la necessità di linfa nuova.

Per gli alleati "radicali" di +Europa Emma Bonino sarà candidata nel collegio uninominale Roma 1 al Senato e Riccardo Magi a Roma 10 alla Camera.

Dopo l'ennesimo rinvio, i membri della direzione arrivano nella sede alle 22.30, per apprendere l'elenco dei candidati.

Matteo Renzi è comparso poco dopo la mezzanotte per chiedere di pazientare. L'esponente democratico ha inviato una lettera ai vertici del partito con la quale spiega le ragioni della sua decisione. "I fatti vanno in un'altra direzione". Renzi rivendica il lavoro fatto e distilla ottimismo: "Abbiamo una straordinaria occasione di recuperare" nei sondaggi grazie anche alle divisioni del centrodestra.

Poi dopo la lettura dei nomi, è arrivata la richiesta di Andrea Orlando di avere un'ora per valutare i nomi.

Le candidature sono passate comunque ma senza il voto delle minoranze e questa presa di posizione potrebbe provocare ulteriori spaccature prima del voto di marzo. Perché dare in mano il Pd in Sicilia oltre a Orlando anche a Totò Cardinale, vuol dire lasciare il timone a due uomini che hanno circa quarant'anni di politica alle spalle. Alla Camera i 6 collegi uninominali dovrebbero assegnati al ministro Marco Minniti (6 Pesaro-Urbino) al verde Angelo Bonelli (5 Fano-Senigallia), Emanuele Lodolini (4 Ancona), l'ex rettore di Camerino Flavio Corradini (3 Macerata-Osimo), Paolo Petrini (2 Civitanova-Fermo) eD Emanuela Di Cintio (1 Ascoli) mentre al plurinominale il premier Paolo Gentiloni sarà capolista a Marche sud e Alessia Morani capolista a Marche nord.

Anche tra le truppe renziane, però, si raccontano ore "da psicoanalisi". Presente anche l'ex portavoce di Renzi e oggi di Gentiloni, Filippo Sensi, in Toscana.

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