Lunedi, 18 Giugno, 2018

Influenza, a gennaio 125 mila lombardi a letto

Influenza, a gennaio 125 mila lombardi a letto Influenza, a gennaio 125 mila lombardi a letto
Evandro Fare | 13 Gennaio, 2018, 19:58

Lo testimonia il terzo Rapporto elaborato dall'inizio della sorveglianza (partita a ottobre) da parte della Direzione Prevenzione della Regione del Veneto, diffuso oggi dall'assessore alla sanità, e relativo alla settimana tra l'1 e il 7 gennaio.

L'incidenza settimanale delle sindromi influenzali in Piemonte è salita a 18,7 casi su 1.000 assistiti, con una stima di circa 83.000 persone colpite, in totale 300.000 dall'inizio della stagione. A evidenziare i dati provenienti dalla rete Influnet è un tweet del ministero della Salute, che ricorda: "Nella prima settimana del 2018 ancora un aumento del numero di casi di #influenza", in tutto quasi 3 milioni "soprattutto nei giovani adulti e negli anziani". Il dato statistico è confermato anche dalla valutazione delle diverse fasce d'età.

I bambini al di sotto dei 5 anni, e quelli tra 5 e 14, sono ì più colpiti anche se "in entrambe si osserva un arresto, o addirittura una diminuzione, del numero di casi rispetto all'ultima settimana del 2017", si legge nella relazione del portale.

Il monitoraggio effettuato ha portato a registrare per ora 7 segnalazioni di complicanze legate all'influenza, di cui 6 forme gravi (4 maschi e 2 femmine tra 41 e 82 anni), con 5 ricoveri in terapia intensiva.

E' l'incidenza più alta che si è verificata nella regione.

I medici consigliano alcune procedure, oltre ai farmaci, per diminuire il più possibile il contagio: lavaggio della mani frequente, buona igiene respiratoria (coprendo bocca e naso quando si starnutisce o tossisce), isolamento a casa volontario delle persone influenzate, specie se in fase iniziale, uso di mascherine da parte dei soggetti con sintomatologia influenzale quando si trovano in ambienti sanitari come gli ospedali.

Le classi di età centrali (15-64 anni) segnano incrementi contenuti e raggiungono 6,38 casi per mille (13,37 in Italia), mentre i meno colpiti risultano gli ultrasessantacinquenni con 3,29 casi per mille, poco più di un terzo della media nazionale, attestata a 8,07 per mille.

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