Venerdì, 19 Ottobre, 2018

Influenza, aumentano i casi ma non è stato ancora raggiunto il picco

Influenza, aumentano i casi ma non è stato ancora raggiunto il picco Influenza, aumentano i casi ma non è stato ancora raggiunto il picco
Moreno Priola | 10 Gennaio, 2018, 20:45

"Per tutte le altre patologie circolanti nei mesi invernali - conclude - si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali, ugualmente fastidiose, certo, ma non pericolose come può essere l'influenza per alcune categorie o fasce d'età".

Un brusco aumento anche negli anziani in cui l'incidenza è pari a 6,3 casi per mille assistiti. In genere vanno evitati gli antibiotici, poiché si tratta di una forma virale che può essere curata con terapia sintomatica - dichiara il professor Claudio Mastroianni, Segretario Simit e direttore della unità operativa complessa policlinico Umberto I - malattie infettive, università 'La Sapienza' Roma - prevediamo nelle prossime settimane, intorno a metà gennaio, un ulteriore aumento di casi, ma la rete infettivologica è pronta assieme a Iss-Simit e specialisti su tutto il territorio. E' il quadro dell'emergenza in atto tracciato dal presidente della Società italiana di medicina di emergenza urgenza (Simeu), Francesco Rocco Pugliese.

L'influenza è altamente "età-dipendente": se è vero che il paziente anziano è maggiormente vulnerabile al virus di tipo A, il virus B ha un impatto relativamente maggiore nei bambini e negli adolescenti. In queste ore, ha affermato all'ANSA, "la situazione si conferma grave: dal nord al sud, soprattutto nelle grandi città, i Ps esplodono e ci sono pazienti in attesa nei corridoi e in ogni spazio libero". Ai quattro decessi registrati nelle scorse settimane, si aggiunge la morte di un 58enne e di un 71enne.

L'influenza è già arrivata in Italia.

Nello specifico, l'influenza australiana preoccupa così tanto che il vescovo della diocesi nordirlandese di Down e Connor ha scelto di abolire lo scambio della pace durante le celebrazioni, per evitare che si possa diffondere ulteriormente il ceppo influenzale che di recente ha raggiunto anche la Gran Bretagna. Una strategia vaccinale ottimale dovrebbe tener conto di questi aspetti epidemiologici.

Ad oggi, rileva anche il virologo Fabrizio Pregliasco, "sono stati già colpiti 2 mln di italiani, di cui 672mila nell'ultima settimana e con una tendenza all'aumento". "La 'vera' influenza - continua Pregliasco - si riconosce perché causa la presenza contemporanea di tre fattori: febbre elevata (più di 38 gradi) ad esordio brusco, sintomi sistemici come dolori muscolari/articolari e sintomi respiratori come tosse, naso che cola, congestione/secrezione nasale o mal di gola". "Attualmente, oltre i primi casi di influenza conclamata - precisa Pregliasco - stiamo assistendo, principalmente, alla circolazione di forme parainfluenzali legate agli sbalzi termici, causate da uno dei 262 virus diversi che hanno sintomi meno pesanti dell'influenza stagionale, ma che sono ugualmente debilitanti". "Questi sintomi perdurano per giorni e, nei soggetti più deboli, possono insorgere gravi complicanze". "Nei vaccini adiuvati, oltre all'antigene, cioè quella sostanza che è propria dei batteri o dei virus verso la quale dobbiamo innescare la difesa, contiene anche altre sostanze adiuvanti, che aiutano il sistema immunitario a reagire in maniera più efficace alla presenza del virus".

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