Domenica, 18 Novembre, 2018

Magma sotto l'Appennino meridionale: "Può causare terremoti"

Magma magma appennino sorgente magma terremoti appennino vulcano appennini Magma sotto l'Appennino meridionale: "Può causare terremoti"
Evandro Fare | 09 Gennaio, 2018, 19:12

Magma in profondità nell'area del Sannio-Matese. I ricercatori hanno scoperto una forte presenza di magma sotto l'Appennino Meridionale, nel tratto compreso tra il Sannio e il Matese, che farebbe aumentare esponenzialmente il rischio di terremoti tra le province di Benevento e Caserta (e, ovviamente, anche in Basilicata, interessata anch'essa dalla presenza del Matese). La conferma arriva da uno studio realizzato dall'INGV e dall'Università di Perugia che ha analizzato 'cosa succede' sotto l'Appennino Meridionale. Gli esperti [VIDEO] hanno valutato la struttura e la sismicità delle catene montuose monitorando la risalita di gas e magmi.

Nel articolo viene specificato come l'intrusione di magma faccia pervenire in superficie un rilascio di gas (esclusivamente anidride carbonica) e che la raccolta di dati degli ultimi anni abbia permesso ai vulcanologi di costruire una mappatura ipotetica delle zone di risalita del magma.

"Le catene montuose sono generalmente caratterizzate da terremoti riconducibili all'attivazione di faglieche si muovono in risposta a sforzi tettonici - spiega Francesca Di Luccio, geofisico INGV e coordinatore, con Guido Ventura, del gruppo di ricerca - tuttavia, studiando una sequenza sismica anomala, avvenuta nel dicembre 2013-2014 nell'area del Sannio-Matese con magnitudo massima 5, abbiamo scoperto che questi terremoti sono stati innescati da una risalita di magma nella crosta tra i 15 e i 25 km di profondità". Fino ad ora, infatti, i terremoti che caratterizzavano le catene montuose erano determinati dalle cosiddette faglie, mentre gli studiosi ora compongono il puzzle con un tassello in più, che vede come causa di significativi movimenti tellurici la risalita di magma. "Un'anomalia legata non solo alla profondità dei terremoti di questa sequenza (tra 10 e 25 km), rispetto a quella più superficiale dell'area ( 10-15 km), ma anche alle forme d'onda degli eventi più importanti, simili a quelle dei terremoti in aree vulcaniche". L'esito dell'articolata ricerca è stato pubblicato su Science Advances.

"Almeno non prossimamente, perché se l'attuale processo di accumulo di magma nella crosta dovesse continuare non è da escludere che, alla scala dei tempi geologici (ossia migliaia di anni), si possa formare una struttura vulcanica".

Altre Notizie