Giovedi, 19 Luglio, 2018

Maroni, mio sfogo umano, viva Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini Il leader della Lega Matteo Salvini
Calogero Calderone | 13 Gennaio, 2018, 02:46

Ieri era stato invece l'ex leghista e sindaco di Verona Flavio Tosi, oggi confluito in "Noi con l'Italia", ad attaccare Salvini dai microfoni di Radio Cusano Campus: "So che Salvini ha poca simpatia personale nei miei confronti, il suo veto al mio ingresso nella coalizione di centrodestra è dovuto esclusivamente a questo". "Preferisco usare il mio (e vostro) tempo per lavorare e costruire, non per litigare o rispondere agli insulti" ha scritto sui social senza mai citare il governatore uscente.

Il centrodestra è una bufera: dopo la Lombardia il Job's Act e dopo ancora i vaccini.

A chi gli chiede se chiamerà il segretario della Lega per un chiarimento, Maroni risponde: "Sì, certo, siamo entrambi milanisti, di fede rossonera". Un futuro di appoggio a Berlusconi? Peraltro, aggiunge, "in tanti si affannano a dire che io non sarò ministro, ma chi è che vuole fare il ministro?" ma "pretendevo che il segretario del mio partito non utilizzasse la mia scelta di vita per colpirmi". Poi il "leninista" Maroni ha fatto il resto portando il livello di tensione e scontro, seppur controllato, ai primi punti massimi di questa neonata campagna elettorale. In una intervista al Foglio, il governatore lombardo definisce "stalinista" il segretario della Lega per il modo di gestire il partito ed enuncia - proprio sul giornale più renziano d'Italia - un elenco di dissonanze con la linea della segreteria confederale. "Consiglierei al mio segretario - continua Maroni - non solo di ricordare che fine ha fatto Stalin e che fine ha fatto Lenin ma anche di rileggersi un vecchio testo di Lenin". Ricordate? L'estremismo e' la malattia infantile del comunismo. Dal 4 marzo si ritirera' dalla politica??

"Ho altri progetti in mente fuori dalla politica e sono molto felice di questa scelta perché è una vita nuova": lo ha ribadito il governatore della Lombardia Roberto Maroni, negando di essere pronto a lanciare una fondazione, come riportato da un retroscena di stampa. Avrei preferito che si ricandidasse. Volevo che si ricandidasse.

Capitolo chiuso, ma soltanto per un po'. "Che potevo fare? Le scelte di carattere personale vanno rispettate e non discusse".

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