Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Palermo: frode sui carburanti, nove arresti e sotto sequestro 5 distributori

Palermo: frode sui carburanti, nove arresti e sotto sequestro 5 distributori Palermo: frode sui carburanti, nove arresti e sotto sequestro 5 distributori
Evandro Fare | 12 Gennaio, 2018, 15:40

I finanzieri del gruppo e delnucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanzadi Palermo hanno arrestato nove persone (per due è statodisposto il carcere per 7 i domiciliari), sequestrato 5distributori di carburante nel capoluogo e notificato 13obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, 8 dei qualiintegrati dall'obbligo di dimora a Palermo, in esecuzione diun'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Palermo. Inoltre, nell'occasione è stata trovata un'importante documentazione che ha svelato l'esistenza di una vera e propria "centrale" criminale che si occupava della frode in commercio dei carburanti e della frode fiscale.

Si tratta del risultato di un'inchiesta della Procura, che ha permesso alle Fiamme Gialle di denunciare in tutto 43 persone, sospettate di far parte di una organizzazione criminale che faceva trasferimento fraudolento di valori, frode in commercio e frode fiscale. Gli indagati comunque non sono accusati di reati di mafia. Gli arrestati sono Danilo Lazzarotto e Rosario Montagna, mentre ai domiciliari sono finiti Giorgio Vernengo, Cosimo Vernengo, Natale Di Cristina, Carmelo Munzone, Filippo Tirendi, Alessandro Primo Tirendi e Eugenio Barbarino.

Sequestrati i distributori stradali di carburante che si trovano in Via Roccella 161, in Via Leonardo da Vinci n. 392, in Viale Campania, in Corso Tukory n. 169, in Via Messina Marine, n. 435.

La Guardia di Finanza ha aperto l'indagine subito dopo una verifica fiscale nel 2013 nei confronti di uno dei distributori stradali coinvolti. I baschi verdi hanno scoperto che il sistema di misurazione delle quantità erogate di carburante, dei distributori, era stato manomesso, in questo modo, i rifornitori potevano vendere ai loro clienti una quantità inferiore di combustibile rispetto a quanto appariva. I successivi accertamenti hanno permesso di confermare l'esistenza di una associazione per delinquere che, attraverso la fittizia intestazione a prestanome di una serie di distributori, ha messo in piedi una grossa frode fiscale.

I finanzieri hanno, inoltre, accertato un'evasione delle imposte sui carburanti e lubrificanti per circa 2 milioni e mezzo di euro, realizzata non solo attraverso l'alterazione dei misuratori degli impianti di distribuzione, ma anche grazie all'importazione illecita dell'olio lubrificante dall'Albania e alla vendita di gasolio destinato al rifornimento delle navi, esente da accisa, come normale carburante per auto.

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