Mercoledì, 17 Ottobre, 2018

Regionali, Maroni non si ricandida: via libera a Fontana

Evandro Fare | 14 Gennaio, 2018, 15:57

Roberto Maroni è in procinto di rinunciare a candidarsi a presidente della Regione per il secondo mandato.

Nel Carroccio sono comunque convinti che alla fine il candidato in Lombardia sarà Attilio Fontana: "La macchina è già partita", spiega un parlamentare, convinto che alla fine il vero interesse di Berlusconi è quello di strappare qualche collegio in più per le politiche.

Maroni, inoltre, ha una causa pendente con la giustizia: è imputato a Milano, con il pm Eugenio Fusco che gli contesta i reati di turbata libertà della scelta del contraente e induzione indebita, che si sarebbero consumati durante il suo soggiorno al Pirellone.

"Sulle regionali - si legge nel comunicato congiunto - la coalizione conferma che si presenterà con candidati comuni e condivisi". Nella nota congiunta diffusa dopo il vertice, si precisa che "se davvero il presidente Maroni per motivi personali non confermasse la disponibilita' alla sua candidatura" in Regione "verrebbe messo in campo un profilo gia' comunemente individuato". Certo, dispiace, perché se uno lavora bene cinque anni, l'auspicio che possa lavorare bene per altri cinque c'è. "E' una decisione personale per la quale chiedo a tutti rispetto". "Per quanto riguarda Renzi ha governato senza essere eletto ma non credo che sia tutta colpa sua visto che in Europa la sinistra in generale è in crisi, non ha più una visione, nulla di nuovo da dire". Il governatore uscente ha atteso lo scioglimento del consiglio regionale per far sapere che non intende ricandidarsi, ma presumibilmente ci sta pensando da tempo. Maroni si mette "a disposizione della Lega", con l'idea forse di un posto da ministro o, chissà mai, addirittura come premier, vista l'incandidabilità di Silvio Berlusconi. "Non ho pretese e non ho richieste ma sono a disposizione, lo lascerò decidere a chi dovrà decidere". Conosco - ha aggiunto - la responsabilità di governo e ho una sola preoccupazione: che la possano assumere persone come Di Maio, che è una Raggi al cubo. "È una figura che condivido, che conosco e che aiuterò". Era in vacanza in Russia con i figli, è tornato subito e mi ha detto: "Me la sento, sono onorato è una bellissima sfida". Non nego che l'election day favorisce.

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