Giovedi, 18 Gennaio, 2018

Sei anni dal naufragio della Costa Concordia

Costa Concordia Sei anni fa il naufragio della Costa Concordia, l'eroe di Alberobello fra le vittime
Evandro Fare | 13 Gennaio, 2018, 21:02

Una messa per ricordare le vittime, una corona di fiori in mare e una fiaccolata fino al molo rosso, a quella targa con incisi i nomi delle 32 persone che persero la vita nel naufragio della Costa Concordia. "Sono trascorsi sei lunghissimi anni e l'isola ha mantenuto la sua immutata identità".

A Rebibbia Schettino è arrivato da condannato in via definitiva a 57 anni: il ricordo del "guascone" in total white a una festa a Ischia, mentre l'isola del Giglio doveva fare i conti con le difficili operazioni di rimozione della Concordia che hanno tenuto con il fiato sospeso tutto il mondo, o quello del comandante che fu invitato a tenere una lezione all'università sulla gestione del panico, o quello che ha scritto il libro-verità sul naufragio insieme alla giornalista Vittoriana Abbate pare non esistere più. Era il 13 gennaio, le 21.45 esatte, quando la nave da crociera sbattè sugli scogli delle Scole per poi inclinarsi su un fianco e spiaggiarsi come una balena sulle rocce di Punta Gabbianara: a bordo erano in 4.229, tra passeggeri e personale. Fu anche grazie all'opera di soccorso prestata dagli isolani che il bilancio finale della tragedia non fu più alto, ha ricordato Ortelli. Dopo 27 minuti dall'urto, la capitaneria di porto di Livorno si mette in comunicazione con la Costa Concordia su avviso di un parente di un passeggero per assicurarsi del loro stato, dopo che i carabinieri di Prato avevano avvisato la capitaneria stessa di aver ricevuto una telefonata richiedente informazioni sullo stato delle cose. Ma non è sfuggito alla giustizia.

Il 12 maggio dell'anno scorso, quando i giudici della Cassazione hanno emesso la sentenza di condanna a 16 anni di carcere, il comandante Francesco Schettino non abbandonò la nave.

Il relitto della Concordia rimase per oltre due anni davanti al porto dell'isola del Giglio. Dopo un'operazione di rotazione del relitto mai tentato prima e dopo l'ultimo viaggio verso il porto di Genova, la nave è stata completamente smantellata e i suoi materiali sono stati recuperati all'80 per cento.

L'isola ha ritrovato il suo aspetto originario.

Subito dopo l'urto, l'allora 51enne Schettino, sostiene di aver deciso di invertire la rotta per ruotarla e farla arenare sul basso fondale, facendola incagliare sulla scogliera davanti Punta Gabbianara. Per quanto riguarda il risarcimento danni, dovrebbe essere solo una questione di giorni per arrivare alla firma dell'accordo definitivo tra il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, e Costa, per un importo che si aggirerebbe sui 3 milioni di euro. Ma la memoria resterà. "Ma quando posso ritorno sempre perché per me è importante".

Altre Notizie